…SUL NICHILISMO (il collegamento tra nichilismo,esoterismo, cabala ebraica…il collegamento tra nichilismo e sofistica…lo stato moderno come ‘dio mortale’)…da Nietzsche(…) a Evola(che ha perfezionato la volontà di potenza immanentistica di Nietzsche con la tradizione esoterica…l’uomo tradizionale, lo gnostico o l’esoterico può, per lui, camminare sul mare del nulla senza sprofondare…con l’uso di droghe, impiegate da “iniziato” e non da plebeo, e, della “metafisica del sesso”, che riprende le teorie cabalistiche della “magia sessuale” ebraica)…ognuno può farla finita col nichilismo per cominciare a guardare in faccia la realtà, così com’è e non così come ci appare…l’umiltà ci mantiene nei giusti limiti… la retta e vera conoscenza di sé è il fondamento della vera umiltà, del tutto distinta dalla falsa umiltà…il concetto moderno di Stato, privo della vera autorità spirituale, si è trasformato in un’entità che cerca di essere un ‘dio mortale’(Le dieci caratteristiche dello Stato moderno)

Stralci da:

1)
“Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada

2) “Lo Scacco della Modernitá: il Nichilismo Post-Moderno”di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)

3)
L'origine gnostica della Cabala di Gaetano Masciullo

4) “Evola Massone?” Di don Curzio Nitoglia

5) “Dei cattivi maestri: Julius Evola blog di Radio Spada

6) “Credere nello Stato? Le origini gnostiche della politica moderna” di Gaetano Masciullo blog di Gaetano Masciullo

7) “Esiste solo quello che ci mostrano” con Francesco Lamendola, Roberto Bonuglia, Francesco Ghislandi

8) “La tempesta perfetta. Chi l’ha scatenata e come una vera scuola potrebbe salvare i nostri figli” di Elisabetta Frezza blog Ricognizioni
9) In morte di Alasdair MacIntyre di Roberto Pecchioli blog Ereticamente

10) “L’Antimetafisica, Figlia della Contro-Chiesa” di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio

11) La Sofistica classica antenata del Nichilismo contemporaneo e della 'Nouvelle Théologie' di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio

L’UOMO ODIERNO È STANCO, SAZIO E DISPERATO, ANCHE SE PALESTRATO E IPER-NUTRITO FISICAMENTE: GLI MANCANO I VALORI, GLI IDEALI, IL FINE E LA RAGION D’ESSERE

Il nichilismo filosofico, che vuol distruggere la conoscenza razionale umana (nichilismo gnoseologico), la morale naturale e divina oggettiva (nichilismo etico) e l’essere per partecipazione, in quanto, rimanda a Quello per essenza (nichilismo metafisico), tende a trasformare l’uomo in una larva o “pecora matta” (Dante), che galleggia sul nulla per esserne ben presto ingoiato: “Nel mare del nulla tutto affonda.

L’epoca attuale è caratterizzata da un grande vuoto interiore dell’uomo, vuoto di concetti, giudizi e ragionamenti razionali; di valori morali e dell’Essere stesso per essenza, che è Dio: l’uomo attuale vive come se Dio non esistesse, non ha neppure il “credo” ateo, ma solo l’indifferenza e l’apatia[…]

[…]l’uomo odierno è stanco, sazio e disperato, anche se palestrato e iper-nutrito fisicamente: gli mancano i valori, gli ideali, il fine e la ragion d’essere<<[…]Assistiamo oggi alla fine comatosa (o post-moderno/nichilistica) della modernità, che prima ha fatto di Dio un uomo e dell’Uomo un “dio”, poi ha “ucciso” Dio per soppiantarlo col Superuomo o l’Umanità, infine è scivolata nella debolezza depressiva nichilistica e autistica, auto-dissolutrice e gerontica. Tale è la parabola dal Cogito al Nihil (cogito ergo nihil sum, ossia se il pensiero prende il posto e soppianta l’Essere nella scala dei valori, anche esso non è, gli manca un fondamento, un substrato sul quale poggiare e quindi precipita nel nulla). Agere sequitur esse et non praecedit illud.
L’esistenzialismo pessimista (Schopenhauer, Sartre) e il nichilismo (Nietzsche, Heidegger) distruttivo dell’essere e dei valori gettano l’uomo nella sfiducia, gli tolgono ogni scopo di vita e lo spingono sull’abisso del nulla, del suicidio e della perdizione eterna[…]
(da “Lo Scacco della Modernitá: il Nichilismo Post-Moderno”di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)

LA TERAPIA

Dev’essere energica, non si tratta di un raffreddore e neppure di una polmonite, ma di un cancro generalizzato. Occorre sradicare la mentalità nichilistica o post-moderna tramite il recupero dei valori e delle verità supreme, che san Tommaso d’Aquino ha sublimato nella metafisica dell’essere come atto ultimo di ogni sostanza[…]

[…]GLI STRUMENTI PIÙ RAFFINATI PER METTERE IN ATTO TALE CONTRO-RIFORMA CE LI OFFRE SAN TOMMASO,
che si basa e si erge su Platone e Aristotele. Senza la metafisica l’anima è ammalata, la teologia è svuotata e se il corpo è forte, sarà come quello di un pazzo furioso uscito completamente di senno.

QUINDI COME DICEVA SENECA,
se l’uomo vuol star bene nel corpo e nell’anima, DEVE CURARE ENTRAMBE E SOPRATTUTTO L’ANIMA NELLE SUE FACOLTÀ NOBILI: L’INTELLETTO E LA VOLONTÀ

Nella sua “pars destruens” il nichilismo vuole solo distruggere ogni cosa (essere, morale e ragione umana). Ma tale forza enorme è soltanto distruttiva, fortemente distruttiva, e quindi arriva a distruggere anche se stessa[…]QUINDI, IL NICHILISMO DISTRUTTIVO È IMPOSSIBILE, SI SUICIDA.

[…]alcuni filosofi recenti hanno cercato una via di uscita da quest’impasse in cui è caduto il nichilismo e hanno argomentato che esiste:
a) un “nichilismo passivo” per la massa dei non iniziati, che lo subisce.

b) Un “nichilismo attivo” (dell’iniziato che lo vive) esso è: “Nichilismo imperfetto”, che è puramente distruttivo e non presenta via di uscita, ma vi è pure

c) UN “NICHILISMO PERFETTO”, CHE SAREBBE LA “PARS CONSTRUENS” ESSO SAREBBE AUTO-DIVINIZZANTE, TRAMITE LA VOLONTÀ DI POTENZA DELLO GNOSTICO. Cerchiamo di studiare e confutare questa terza forma “perfetta e costruttiva” di nichilismo[…]

II NICHILISMO “PERFETTO E COSTRUTTIVO” di EVOLA(
il collegamento tra nichilismo, esoterismo e cabala ebraica…)

[…]Tale fase “positiva “ o “costruttiva” del nichilismo è stata teorizzata soprattutto da JULIUS EVOLA in Cavalcare la tigre del 1961 e ripreso in una pubblicazione postuma (oggi, anche se da punti di vista diametralmente diversi, da Alexandr Dughin e Noah Harari).

Evola ha perfezionato la volontà di potenza immanentistica di Nietzsche con la tradizione esoterica o “l’Idealismo magico”, che è pur sempre un surrogato anche se preternaturale della vera Trascendenza soprannaturale e un semplice additivo della volontà “super-omista”, la quale non è così elevata a Dio, infinitamente superiore all’uomo fosse anche il più perfetto, intelligente e forte.

Evola ha tentato di superare il nichilismo distruttivo di Nietzsche, MA È CADUTO IN UN CIRCOLO VIZIOSO, poiché la tradizione esoterica alla quale si richiama è fondata sulla CABALA EBRAICA, la quale è la radice di tutti quegli errori che lui stesso ha combattuto coerentemente sino alla fine, senza aver voltato gabbana come il più dei “ragazzi del 1938”<<La cabala è una dottrina ebraica che nasce sotto l'influenza degli insegnamenti gnostici nel primo Medioevo. Gaetano Masciullo affronta anche il cabalismo nel suo libro "La tiara e la loggia", in quanto esso rappresenta una delle matrici culturali del fenomeno massonico moderno(da L'origine gnostica della Cabala di Gaetano Masciullo)>>

Evola, tramite l’esoterismo, PRETENDE di far sopravvivere l’uomo tradizionale (essenzialmente diverso e superiore di quello moderno e post-moderno) anche in mezzo al caos del nulla post-moderno e nichilistico. L’uomo tradizionale, lo gnostico o l’esoterico può, secondo Evola, camminare sul mare del nulla senza sprofondare, camminare sui carboni accesi a piedi nudi senza scottarsi. Tuttavia, l’uomo tradizionale di Evola PER AIUTARSI A CAMMINARE SUL MARE DEL NULLA DELLA POST-MODERNITÀ PUÒ FAR USO DI DROGHE, IMPIEGATE DA “INIZIATO” E NON DA PLEBEO, E, DELLA “METAFISICA DEL SESSO”, CHE RIPRENDE LE TEORIE CABALISTICHE DELLA “MAGIA SESSUALE” EBRAICA(da “Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada) <<[…]Nietzsche, partendo dal presupposto che il nulla sta alla base di ogni cosa, porta il nichilismo allo stato perfetto e conclude che tutto ciò che l’uomo pensa (nichilismo logico), fa (nichilismo morale), è (nichilismo metafisico) non ha alcun senso. Quindi l’essere, l’agire e il pensare dell’uomo sono senza senso e privi di valore e vanno distrutti. Occorre per Nietzsche distruggere non solo i valori morali tradizionali, ma la logica e la metafisica ossia l’essere per partecipazione, cioè la creatura, che rimanda all’Essere per essenza, cioè a Dio. Il termine del nichilismo è l’odio contro Dio e la volontà deicida di distruggerlo (“Dio è morto”), se mai fosse possibile. Il nichilismo rappresenta l’ultima tappa della sovversione filosofica post-moderna e contemporanea iniziata con la modernità. Al posto dei valori teoretici e morali tradizionali si devono mettere i valori dionisiaci del piacere sfrenato del corpo e di questa terra. Evola, con la magia, cerca di attuare realmente questo piano ideologico/filosofico trasmutando l’Io e mettendolo al posto di D-“io”.

Secondo Massimo Donà per Evola “la magia indicava l’ultimo stadio di un percorso sapienziale grazie al quale l’essere umano avrebbe potuto e dovuto riguadagnare la propria originaria natura divina”.

Ma cos’è la magia per Evola? Marcello De Martino nell’Introduzione al libro di Fabio Venzi (cit., p. 6) cita gli articoli di Evola apparsi sulle riviste Ur e Krur dal 1927 sino al 1929. In essi Evola parla della sua partecipazione attiva ai rituali magici (le “catene magiche”), che sarebbero stati capaci di influenzare fattivamente la realtà, ossia non solo di “crearla” col pensiero come voleva l’Idealismo filosofico hegeliano, ma addirittura di renderla realmente esistente mediante la magia.


Evola e la massoneria speculativa o operativa
La questione più intrigante è quella che riguarda i rapporti di Evola con la massoneria. Si riteneva, infatti, che Evola fosse un antimassone radicale. Invece Venzi ci porge delle citazioni che provano irrefutabilmente il contrario. Egli, riguardo dell’antimassonismo di Evola, scrive: “ciò non è soltanto semplicistico, ma fuorviante” (cit., p. 11)

[…]Per il pensatore siciliano la massoneria operativa ha realmente la capacità di “operare” una trasformazione “alchemica” della realtà, mediante una “catena di iniziati” che evocano forze preternaturali (F. Venzi, cit., p. 12).

Ancora nel suo ultimo saggio sulla massoneria nel 1974 intitolato La Massoneria moderna e l’Inversione di Polarità (Roma, Mediterranee) Evola distingueva la massoneria moderna nata in Inghilterra nel 1717, che è speculativa ossia politicizzata, razionalista, illuminista e sovversiva, da quella tradizionale che è operativa poiché opera la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme e la trasmutazione dell’Individuo Assoluto “indiandolo”, ossia rendendolo “Dio”. Venzi commenta: “il metodo evoliano porta l’uomo a farsi Dio nella realtà concreta” (cit., p. 22)[…]

[…]Per tirare le somme il pensiero di Evola si basa su tre pilastri fondamentali:

1°) l’Idealismo filosofico hegeliano;

2°) corretto dalla magia o teurgia come arte di trasmutare l’uomo in “Dio” e il pensiero in realtà;

3°) la distinzione tra massoneria speculativa moderna e massoneria operativa, la prima intesa come una deviazione negativa di quella operativa, che è verace, buona e tradizionale ed affonda le sue radici ultime nella cabala ebraica.
(da “Evola Massone?” Di don Curzio Nitoglia)

[…]Evola vuole REALIZZARE l’Idealismo; vale a dire là ove Hegel, Fichte, Shelling, si limitavano a discettare e a speculare sull’Io che pone e crea l’oggetto extra-mentale, Evola vuole fare in modo che l’Io crei VERAMENTE la realtà, ricorrendo, naturalmente, all’“Ars Regia” e alla magia come pietra filosofale e alchemica per la quale l’uomo vorrebbe farsi “dio” e creare il mondo. L’esoterismo rappresenta perciò il coronamento e l’inveramento del principio filosofico “super-idealista” di Julius Evola e la scelta immanentista e “moderna” di Evola è presente come filo conduttore in tutta l’opera del “filosofo proibito”[…]

[…]Noi sappiamo che esiste una sola vera Tradizione, che Dio consegnò oralmente ad Adamo, che ci è pervenuta tramite i Patriarchi e i Profeti, che Gesù ha completata e resa universale, e che ha consegnata ai suoi Apostoli affinchè, tramite il Magistero della Chiesa, arrivasse di giorno in giorno, fino alla fine del mondo, ad ogni uomo. Questa TRADIZIONE VERACE afferma, in sintonia col buon senso e col realismo, che vi è un Dio trascendente il quale ha voluto liberamente creare il mondo, che è finito, contingente e dipendente da Lui e che l’uomo possiede un intelletto il quale per cogliere la verità deve conformarsi alla realtà oggettiva, e che la realtà non dipende da lui, bensì da Dio

A tale TRADIZIONE VERACE si è contrapposta una TRADIZIONE PARASSITARIA, ADULTERATA che è chiamata comunemente GNOSI la quale è originata dalla CABALA RABBINICO-GIUDAICA ispirata in ultima analisi da Lucifero; egli fu il primo a gridare ‘NON SERVIAM’ e a voler essere il fine ultimo di se stesso, senza doversi confrontare e sottomettere ad un Dio trascendente. La Rivelazione autentica ci insegna che tale pretesa “idealista-magica” di Lucifero, sfociò nella sua dannazione eterna e che, da allora, Lucifero non cessa di tentare l’uomo affinchè lo imiti nel suo sciagurato proposito. Nell’Eden Lucifero suggerì ad Eva di mangiare il frutto proibito per diventare come Dio (“Eritis sicut Dii”)[…]

[…]Riassumendo una dozzina di articoli di Fede e Ragione (a partire dal n. 16 del 1928), asserisce che le «teorie di uno strano satanista italiano [Evola, n.d.a.], sono la manifestazione dello stato di spirito giudaico-massonico… Evola potrebbe essere benissimo, in realtà, un AGENTE DELLA SUPER-MASSONERIA CABALISTA che riprende il ruolo dell’antico Serpente e s’identifica nel Tentatore della Genesi… SECONDO EVOLA INFATTI BISOGNA MANGIARE INNANZITUTTO IL FRUTTO PROIBITO, FARE L’ESPERIENZA DEL PECCATO, PER TROVARNE L’ANTIDOTO. Quando Satana promette all’uomo di farlo diventare “dio”, esige però una caparra: L’ESPERIENZA DEL PECCATO. Conditio sine qua non per diventare dèi è l’esperienza satanica ovvero il peccato eretto a scienza[…]
(da “Dei cattivi maestri: Julius Evola blog di Radio Spada)>>

IN BREVE,

Kant ha sostituito il Dio reale, trascendente e oggettivo con l’Idea di Dio (Critica della ragion pratica),
Nietzsche con la volontà di potenza
ed Evola con la tradizione esoterica.

Tutti e tre hanno sostituito la Trascendenza con l’immanentismo anche se terminativamente preternaturale (come Evola), con una SEDUZIONE O UNA MENZOGNA, la quale come la droga rende possibile sopravvivere in questo mondo senza valori né scopo. Essi hanno violentato la realtà con la menzogna, l’essere col nulla o il divenire, il vero con il falso.

IL NICHILISMO “COSTRUTTIVO” HA REALMENTE PRODOTTO QUALCOSA DI POSITIVO?


LA VOLONTÀ DI POTENZA E SOPRATTUTTO LA GNOSI ESOTERICA sono presentate dai nichilisti di oggi come “trampolino di lancioo oltrepassamento dell’impasse nichilistica, che ha cercato di distruggere tutto e di far coincidere l’essere col nulla (quod repugnat)… dopo aver distrutto i valori del mondo antico-classico o metafisico, ci si lancia dal trampolino del nulla verso il trasloco dei valori metafisici e trascendenti in quelli naturalistici e immanentistici(da “Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada)<<[…]Lo gnostico crede che Bene e Male siano coeterni, non c’è l’uno senza l’altro, e Dio quindi – dicono gli gnostici – accoglie in sé sia il Bene sia il Male. Questo si chiama dualismo. Questo è un secondo punto. Lo gnostico crede anche che non esiste creazione. Tutto ciò che esiste è emanazione di Dio, il che vuol dire – detto in parole semplici – che tutto ciò che esiste, anche ciò che è maligno, è in realtà divino. Noi tutti uomini siamo in realtà particelle della divinità. Se ci pensate, questo linguaggio oggi va molto di moda, dire che in ognuno di noi c’è una scintilla di Dio. Questo è un modo di esprimersi che viene dal linguaggio gnostico, che ripudia il concetto di creaturalità. Ricordate ciò che suggerisce Satana nell’Eden: “sarete come Dio”. Terzo punto, quindi: non esiste creatura, tutto è Dio. Quindi quello che i filosofi chiamano panteismo, cioè credere che la natura e Dio coincidano, siano la stessa cosa, l’universo e Dio siano la stessa cosa.

La Massoneria nasce nel 1776 a Londra con l’obiettivo di “iniziare” gli uomini e le donne a questo pensiero. Ed ha funzionato. Il processo di questa graduale “iniziazione collettiva” è stato lento nei secoli, complesso e intricato, spesso di difficilissima previsione, un processo che però non è iniziato nel 1776: essa nacque dal bisogno di istituire un ricettacolo per tutte quelle tradizioni culturali e spirituali che avevano serpeggiato sotterranee nell’Europa cattolica medievale e in quella, già assai divisa, moderna. Cabalismo, catarismo, ermetismo, alchimia, rosacrocianesimo: tutte diverse declinazioni di uno stesso pensiero filosofico-teologico, antico tanto quanto lo stesso cristianesimo, e anzi con radici persino più antiche: la gnosi[…]

[…]Le nove caratteristiche del pensiero gnostico:[…]
(da “Credere nello Stato? Le origini gnostiche della politica moderna” di Gaetano Masciullo blog di Gaetano Masciullo)

L’esito del nichilismo perfetto sarebbe per costoro l’auto-divinizzazione, che è poi una “nuova” dottrina vecchia quanto il diavolo (vedi Lucifero)[…]

[..]Secondo san Tommaso d’Aquino (S. Th., I, q. 63, a. 7) Lucifero è caduto sùbito dopo il primo istante della sua creazione, poiché o per un peccato di superbia[…] oppure per un peccato di orgoglio immanentistico[…]

[…]Tali errori, e soprattutto il secondo, li ritroviamo nella teologia modernistica e neo-modernistica, condannate da san Pio X (, 1907) e Pio XII (Humani generis, 1950) e sostenuto specialmente da Henri de Lubac nel suo libro Le Surnaturel (1946)

CONCLUSIONE

O si torna ai valori veri, oggettivi, reali della metafisica classica (platonico/aristotelico/tomistica), secondo cui l’uomo è un animale razionale, composto di corpo e di spirito, né solo angelo né solo bestia, fatto per conoscere la verità e amare il bene[…]Oppure si rovina in pieno e perfetto nichilismo, non solo distruttivo ma anche allucinatorio, che dà deliri di onnipotenza: “Cercate il potere o la volontà di potenza e tutto il resto verrà da sé”: la follia, come Nietzsche, l’inferno in terra come il drogato e quello eterno per chi persevera in tale errore.

Il vero filosofo, invece, è il vero uomo che sa ben pensare e ben vivere. Ora il filosofo post-moderno pensa erroneamente e vive ancor peggio. Giovanni Reale ha scritto: “Chi sa vivere e morire in accordo pratico e vissuto col proprio pensiero è un vero filosofo(da “Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada)

[…]Il vero filosofo è il contrario dell’ideologo: egli sa vivere e morire in accordo con il proprio pensiero, che ha cercato di adeguare alla realtà lungo il corso di tutta la sua esistenza. L’ideologo è in disaccordo con il retto pensiero o adeguazione dell’intelletto alla realtà e si vuol auto-convincere che il soggetto è superiore all’oggetto, il pensiero alla realtà, la prassi alla teoria, il fare all’essere, il produrre al conoscere la verità. Egli deve vivere di menzogne, soprattutto deve mentire a se stesso, poiché verità viene dal greco alétheia, ossia alfa privativo più lanthano, che significa “non-nascosto”. Onde la verità appare chiara se si scruta con onestà la realtà, mentre la si deve voler nascondere se si vuol vivere secondo i propri comodi e non secondo la realtà quando è scomoda[…] (da “Lo Scacco della Modernitá: il Nichilismo Post-Moderno”di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)

La verità oggettiva è l’esatto opposto della conoscenza esoterica. A-letèia dal greco làntano (nascosto) significa non (‘alfa privativo’) nascosto.QUINDI, TUTTO CIÒ CHE È ESOTERICO O SEGRETO, INIZIATICO, MISTERICO, OCCULTO O NASCOSTO È PER DEFINIZIONE ‘NON-VERO’.

Mentre IL SOGGETTO VERO (UOMO VERO, FILOSOFO VERO) È COLUI, CHE NON NASCONDE SE STESSO, LA SUA VERA FACCIA O PERSONALITÀ, È FRANCO, VERO, NON FALSO O NASCOSTO, OSSIA NON È UN “SEPOLCRO IMBIANCATO”. L’UOMO PER CONOSCERE LA VERITÀ OGGETTIVA DEVE CONFORMARE IL SUO PENSIERO ALLA REALTÀ (“adaequatio rei et intellectus”).

La modernità è nata invece come primato del cogito soggettivo sulla realtà extra-mentale
. Onde come diceva Socrate “se vuoi essere felice cura la tua anima”, il tuo intelletto affinché si conformi al vero e alla realtà e la tua volontà affinché faccia il bene e fugga il male. IL NICHILISMO PERFETTO PER VOLER ESSERE SEMPRE PIÙ, ANCHE ADDIRITTURA DIO (VOLONTÀ DI POTENZA ESOTERICA) CORRE VERSO IL BARATRO DEL NULLA. “CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE”

Si deve ritornare alla DOTTRINA E PRATICA DELLE QUATTRO NAVIGAZIONI:

la prima che lascia il mondo puramente sensibile dopo averlo sperimentato[…]

[…]La seconda giunge alla ‘sostanza’ delle cose (Aristotele) e al concetto di ‘partecipazione’ del mondo sensibile da quello delle Idee (Platone)[…]

[…]La terza giunge all’«essere come atto ultimo di ogni sostanza ed essenza» (san Tommaso d’Aquino)[…]

[…]La quarta non è più filosofica ma teologica e ci indica la Croce come unico mezzo per attraversare in pace il mare burrascoso della vita, senza naufragare nel mare del nulla (Nietzsche) dove tutto affonda o delirare pensando di essere Dio (Evola). Il voler essere super-potente o addirittura onnipotente porta allo scacco, alla follia o al suicidio, poiché l’uomo è limitato per natura e sarà forte solo se partecipa alla Fortezza di Dio.

Oggi, nel momento in cui sembra che il nichilismo trionfi, ricordiamoci che Dio non muore, l’uomo sì. Essere, verità e bontà non passeranno, tutto il resto sì. “Stat Beata Trinitas dum volvitur orbis”.
Perciò,

OCCORRE GUARDARE IN FACCIA LA VERITÀ, CHE È EVIDENTE, ‘NON-NASCOSTA’, LA REALTÀ ALLA LUCE DEL SOLE. POI BISOGNA VOLGERE LE SPALLE ALLE APPARENZE: l’Io assoluto, il nulla costruttivo, l’ esoterismo magico.

Inoltre

OCCORRE SUBORDINARE I BENI ESTERNI E PERITURI A QUELLI INTERIORI E IMMARCESCIBILI: IL CORPO ALL’ANIMA, L’IO A DIO.


IL MALE DEI MALI ODIERNI È L’APPARIRE, FAR FINTA DI ESSERE RICCHI, FORTI, BELLI, CONTENTI, SUPER-UOMINI O DEI, MENTRE LA REALTÀ È TOTALMENTE CONTRARIA ALL’APPARENZA.[…](da “Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada)<<[…]Da una ricerca del 2015 e poi nel 2023 su un gruppo di bambini tra i dieci e dodici anni in cui è stato proposto un tema su “come si immaginavano da grandi”, la maggior parte ha fatto temi in cui si IMMAGINAVA di vivere a Los Angeles in una villa con piscina, in cui si immaginava di essere il tik toker più famoso del mondo, di vivere in mete da sogno in cui al primo posto c’era Dubai.
Perchè a Dubai? Perchè i social network mostrano gli influencer che vanno a Dubai. Ciò vuol dire che Il REALE ha perso di OGGETTIVITA’ e l’IMMAGINARIO è diventato la faccia dell’ altra medaglia e ha perso di FALSITA’, è diventato sempre più VERO.

L’IMMAGINARIO, l’IRREALE è sempre più percepito come VERO e il REALE è sempre meno percepito come REALE…Da qui la ricerca su questa generazione di bambini mostra la cosiddetta VETRINIZZAZIONE (mettersi in vetrina con una vita PERFETTA, con una FAMIGLIA PERFETTA come gli INFLUENCER, ecco quello che scrivono nei temi…UNA VITA PATINATA , DI COPERTINA). Poi quando ci si SCONTRERA’ con la REALTA’ VERA (con il REALE), quando l’IMMAGINARIO subisce i colpi del REALE c’è la CRISI, il RIFIUTO…Quindi la donna che uccide il marito, il marito che uccide la moglie, il fidanzato che uccide la fidanzata, la fidanzata che getta l’acido sul fidanzato… Da aggiungere anche che alcuni di questi fatti non hanno visibilità in quanto (diversamente da altri) non fanno parte di una certa VULGATA, di una certa LINEA PRECOSTITUITA…

Da questa ricerca del 2015 e poi nel 2023 è quindi uscito che il SOGNO della BELLEZZA, della RICCHEZZA e della FAMA è AUMENTATO RISPETTO a ciò che avevano ANALIZZATO in una stessa ricerca nel 1995 ed è DIMINUITO TUTTO il RESTO…

PERCHE’? Perchè l’INFLUENZA della VITA GLAMOUR della VITA PATINATA ha cominciato a MODIFICARE i SOGNI dei nostri bambini…svuotando la CAPACITA’ di FANTASTICARE (come si faceva per esempio leggendo una FIABA…) e considerando che sui SOCIAL TUTTO è SVELATO e MESSO in VETRINA (dal corpo denudato alle vicende ai pensieri più intimi…)[...]
(da “Esiste solo quello che ci mostrano” con Francesco Lamendola, Roberto Bonuglia, Francesco Ghislandi)

[…] la fatica fa parte del gioco e pretendere di toglierla di mezzo per raggiungere la pax scolastica e il “successo” a prescindere È UNA TRUFFA AI DANNI DEGLI STUDENTI, perché così li si priva del gusto della conquista e si costruisce per loro un destino gramo da invertebrati, incapaci di affrontare ogni difficoltà, deprivati a priori del senso del sacrificio e dell’attitudine al combattimento, fluttuanti nell’eterno presente ipertecnologico come tante docili rotelline dell’ingranaggio che si muove al ritmo salmodiato dei mantra ipnotici mandati in filodiffusione.

SOLO QUELLI DOTATI DI UNA STRUTTURA SPIRITUALE E CULTURALE ROBUSTA saranno in grado di RESISTERE AL POTERE FAGOCITANTE DEL MECCANISMO, E DI PADRONEGGIARLO. Saranno attrezzati per RAGIONARE IN AUTONOMIA SENZA RESTARE OSTAGGIO DI NARRAZIONI MENDACI DETTATE DALL’ESTERNO. SAPRANNO COMPRENDERE DOVE STANNO DI CASA LE MENZOGNE, PER LIBERARSENE. Avranno il privilegio di conoscere e assaporare la vita.

La scuola è uno spazio sacro, dove si impara e si cresce, e si impara a crescere (con licenza di cadere e di rialzarsi, di sbagliare e di correggersi senza essere etichettati da uno stupido algoritmo). Uno spazio, oggi abusivamente occupato, che va restituito ai suoi legittimi abitanti, bonificato dall’artificio, protetto dai predatori. Non serve ammassare altri orpelli sopra un edificio già sfigurato e cadente. Serve una energica operazione di sgombero. Di purificazione.
(da “La tempesta perfetta. Chi l’ha scatenata e come una vera scuola potrebbe salvare i nostri figli” di Elisabetta Frezza blog Ricognizioni)>>

[…]L’UNICO “TRAMPOLINO DI LANCIO” della post-modernità è LA VOLONTÀ SPERANZOSA DI FINIRE CON LA MENZOGNA E L’INGANNO - iniziato col cogito cartesiano e sfociato nella ‘morte di Dio’ nicciana – per cominciare a vivere e agire veramente e bene.

LA BUONA VOLONTÀ CHE SI COMPONE DI UMILTÀ, LA QUALE TOGLIE AL SOGGETTO IL PRIMATO SULL’OGGETTO E SU DIO, RICONOSCENDO LA NATURA CREATA E LIMITATA DELL’ESSERE UMANO, più la speranza soprannaturale nell’aiuto di Dio onnipotente e misericordioso, danno a tutti la capacità reale di dire come Dante “incipit vita nova”.

Ognuno può farla finita col nichilismo per cominciare
A GUARDARE IN FACCIA LA REALTÀ, COSÌ COM’È E NON COSÌ COME CI APPARE
, conoscendo la verità che è “adequatio rei et intellectus” e vivere onestamente. “Fa il bene ed evita il male, questo è tutto l’uomo” (Sal., XXXIV, 15)(da “Il tomismo contro il logorio della vita moderna” di Reginaldus blog di Radio Spada)

[…]Costoro cercano di imbrogliare le carte e di far passare la pusillanimità per umiltà e l’orgoglio per sana e retta autostima.Invece l’orgoglio consiste nel voler esser più grandi di quanto ci compete secondo la nostra natura, ad esempio nel voler conseguire il proprio fine ultimo da se stessi, nel voler essere autonomi da ogni altro ente.

L’umiltà (o il sano realismo) non vuole né essere né sembrare di più (né di meno) di quel che consente la realtà; se un uomo pretendesse di essere il creatore di se stesso, peccherebbe di presunzione; se si abbassasse a livello degli animali (come i sensisti) o del puro nulla dal quale non vi è uscita (come i nichilisti), cadrebbe nella sfiducia e nello scoraggiamento. Ecco quindi che l’umiltà non ha nulla di deprimente o avvilente, MA CI MANTIENE NEI GIUSTI LIMITI, facendoci evitare lo scoglio della presunzione (eccesso) e della disperazione (difetto). La retta e vera conoscenza di sé è il fondamento della vera umiltà, DEL TUTTO DISTINTA DALLA FALSA UMILTÀ, CHE IN UN CERTO SENSO È SIMILE ALL’ORGOGLIO, POICHÉ VORREBBE FARCI APPARIRE DIVERSI DA QUEL CHE SIAMO

[…]Le origini prossime del postmoderno sono quelle della modernità, come si è già visto. Ma le origini remote sono ben altre. Elettra Stimilli ci spiega che, sin dal 1974, Gershom Scholem ha affrontato il discorso dei rapporti tra càbala e nichilismo (G. Scholem, Der Nihilismus als religiöses Phänomen, in «Eranos-Jahrbuch», n. 43, 1974, pp. 1-50).
(da “Lo Scacco della Modernitá: il Nichilismo Post-Moderno”di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)<<[…]Tutte le morali del passato , a differenza dell’inconsistente emotivismo, possiedono una concezione condivisa della virtù, ossia del bene e della vita buona, morale. L’io emotivista, secondo MacIntyre , “manca di qualsiasi criterio di valutazione razionale”. Ciò rende impossibile fondare una comunità, un sistema condiviso, un metro di giudizio che risolva le angosce degli uomini, “animali razionali dipendenti” (il titolo di una sua opera) alla ricerca di un’” etica nei conflitti della modernità “… Un passaggio del testo estremo di MacIntyre è illuminante: “ noi tendiamo a sbagliare (…) perché troppo inclini a essere sedotti dal piacere, dall’ambizione e dall’amore del denaro. La vita buona può essere descritta come capacità di fare buone scelte fra i beni e le virtù richieste sia per superare e andare oltre le avversità, sia per dare il dovuto spazio (e non più di questo) al piacere, all’esercizio del potere e al guadagno di denaro. “ Parole indigeste tanto all’uomo contemporaneo in competizione sul mercato , gladiatore del nulla, quanto all’uomo-massa che si attiene alle parole d’ordine del potere, nella quali la virtù non è che il conformismo del consumo e delle dipendenze, sganciato da ogni giudizio morale, da ogni domanda etica.

Il tema di Dopo la virtù è come condurre una vita “buona”, a quali principi attenersi, che cosa può essere chiamato virtù nel tempo che ha detronizzato la virtù. MacIntyre è anche comunitarista, il movimento filosofico-politico che rimprovera al liberalismo di aver creato una società individualista, composta da individui atomizzati e sradicati, privi di legami e tradizioni sociali; una società condannata all’amoralità, poiché la moralità è un insieme di criteri socio-culturali non individuali sulla vita buona […]
(da In morte di Alasdair MacIntyre di Roberto Pecchioli blog Ereticamente)>>

METAFISICA E CONTRO-METAFISICA(…dando al nulla una certa realtà e riducendo poi la realtà al nulla…)…
il collegamento tra nichilismo e sofistica: molti temi introdotti cinque secoli prima di cristo dalla prima sofistica moderata (gorgia e protagora) saranno ripresi dalla filosofia moderna immanentista e soggettivista, mentre quelli dei sofisti radicali ed estremisti (seconda e terza sofistica) saranno ripresi dal nichilismo post-moderno e contemporaneo…


[…]Esistono due metafisiche o meglio una metafisica e una contro-metafisica (specularmente alla Chiesa e alla contro-chiesa): la vera metafisica dell’essere e la falsa metafisica o contro-metafisica del nulla o del non-essere. Il nichilismo è la filosofia che proclama il primato del nulla sull’essere, del negativo sul positivo, della distruzione contro l’edificazione, del male sul bene, del vizio sulla virtù, del sentimento animalesco sulla ragione umana. Esso è il padre di ogni rivoluzione[…](da “L’Antimetafisica, Figlia della Contro-Chiesa” di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)
<<
[…]Giovanni Reale (I problemi del pensiero antico dalle origini a Platone, Milano, Vita & Pensiero, 1972, pp. 232-233) divide la Sofistica in tre parti:

la prima Sofistica relativamente moderata (Protagora e Gorgia);

la seconda Sofistica più radicale (Prodico, Ippia, Antifonte), che è la pura e sterile arte retorica del contendere senza oggetto;

la terza Sofistica parossistica (Crizia, Trasimaco e Callicle), caratterizzata da uomini di potere politico, i quali teorizzano un amoralismo che sfocia nel disprezzo della legge costituita.

Vedremo come molti temi introdotti cinque secoli prima di Cristo dalla prima Sofistica moderata (Gorgia e Protagora) saranno ripresi dalla filosofia moderna immanentista e soggettivista, mentre quelli dei Sofisti radicali ed estremisti (seconda e terza Sofistica) saranno ripresi dal Nichilismo post-moderno e contemporaneo (Nietzsche, Marx, Freud), dalla Scuola di Francoforte e dallo Strutturalismo francese.
“Oggi il principio non è più l’essere, ma il nulla e il nichilismo costituisce il carattere dominante della nostra epoca” (B. Mondin, Manuale di filosofia sistematica, Bologna, ESD, 1999, vol. III, Ontologia e Metafisica,p. 365)[…]

[…]Socrate in parte, ma soprattutto Platone (Sofista 231 d-e[10]) e Aristotele (Confutazioni sofistiche I, 165 a 21[11]) sono stati i metafisici antisofistici per eccellenza, secondo i quali la Sofistica è l’arte di persuadere gli ascoltatori e non la ricerca filosofica della verità.[…]

[…]La Sofistica si serve di ragionamenti capziosi, formalmente corretti, ma materialmente falsi per offuscare il vero e avvalorare il falso, rivestendolo di apparenze di vero.
La manipolazione odierna dell’opinione pubblica di cui ha parlato recentemente Vladìmir Volkoff era già stata teorizzata dai Sofisti quattrocento anni prima di Cristo.[…]
Il primo filosofo moderno che ha rivalutato positivamente la Sofistica è stato non a caso Hegel (tr. it., Lezioni sulla storia della filosofia, 4 voll., Firenze, 1934, vol. II, p. 6)[…]Padre Mondin ha scritto: «Non più Dio, ma l’uomo è contemplato come creatore della realtà. Hegel è il punto culminante e insuperabile della cultura moderna che parte da Occam[…]

[…]La retorica è l’arma o lo strumento di cui si serve la Sofistica per ottenere il proprio scopo. Essa si divide in due parti. La prima è la Dialettica ovvero l’arte dell’argomentare, di ben parlare e del contraddire senza badare a ciò che è vero o falso ma solo a ciò che conviene[…]La seconda parte della retorica sofistica è la Critica, che viene adoperata per scalzare le fondamenta del realismo della conoscenza, della metafisica, dell’etica naturale.[…]Dalla svalutazione della verità e della morale oggettiva ne segue immancabilmente il pragmatismo, ossia la ricerca del più utile, del più conveniente, criticata aspramente da Platone nel Teeteto (166 d[…]


[…]Come si vede ogni errore teologico, politico, sociale, economico e morale lo si trova già espresso in filosofia. Da qui la necessità di uno studio serio e critico della storia della filosofia alla luce della vera filosofia metafisica di Platone, Aristotele e S. Tommaso d’Aquino per capire le moderne deviazioni teologiche, politico/sociali ed economico/finanziarie.

Gli errori della modernità nominalistica (XIV secolo), umanistica (XV secolo), rinascimentale (XVI secolo), il machiavellismo, il cartesianismo (XVII secolo), l’illuminismo sensista britannico (XVIII secolo), l’idealismo germanico da Kant a Hegel (XIX secolo) e quelli della post-modernità nichilistica (Nietzsche, Marx, Freud, Scuola di Francoforte e Strutturalismo francese) sono stati posti già nel V secolo a. C. dalla Sofistica[…]

[…]
Se quindi vogliamo scrollarci di dosso il giogo dei “sofisti” che dirigono politicamente il “Nuovo Ordine Mondiale” e teologicamente “l’Onu delle religioni” dobbiamo ricorrere alla metafisica tomistica come rimedio al male del mondo moderno che, come scriveva S. Pio X nell’Enciclica Pascendi (1907), “è un male dell’intelligenza: l’agnosticismo!”.

Contro ogni Sofistica vale sempre ciò che scriveva Aristotele a proposito di coloro che negano l’evidenza:
“Eraclito dice di negare il principio di non contraddizione, ma allora perché va a Megara e non se ne sta tranquillo a casa pensando di camminare? E perché non si getta nel pozzo, ma si guarda bene dal farlo proprio come se pensasse che cadere non è lo stesso che non cadere?” (Metafisica, IV, 4, 1008 b). Onde “lo scettico coerente dovrebbe chiudersi nel mutismo assoluto, perché parlare vuol dire avere ed esprimere certezze. Quindi Cratilo finì col tacere e muoveva solamente il dito” (Aristotele, Metafisica, IV, 5, 1010 a). In breve ogni uomo fuori della discussione filosofica è immancabilmente realista e per colui che diventa idealista nell’atto di filosofare vale sempre ciò che scriveva Aristotele riguardo ai sofisti del suo tempo: “non si crede a tutto ciò che si dice” (Metafisica, IV, 3, 1005 b). Infatti lo scettico Pirrone “per coerenza si sforzava di non badare ai precipizi, ma, assalito da un cane, si impaurì, ben distinguendo un cane da un agnello” (Diogene Laerzio, Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi, IX, 2). Poi Aristotele concludeva: “È ridicolo andare in cerca di ragioni contro chi, rifiutando il valore della ragione, non vuol ragionare” (Aristotele, Metafisica, IV, 4).
(da La Sofistica classica antenata del Nichilismo contemporaneo e della 'Nouvelle Théologie' di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)>>

[…]I nemici della metafisica possono essere sconfitti solo dalla metafisica. Quindi se vogliamo uscire da questo stato comatoso dobbiamo iniziare a ristudiare la metafisica tomistica per metterla in pratica a livello individuale e sociale.

[…]La non sopportazione del limite e del nulla, e quindi la sua tentata entificazione e deificazione, proviene secondo l’Angelico dal fatto che la ragione dell’imperfezione del creato viene dalla sua origine: il nulla, dal quale Dio ha creato l’essere “in quantum creatura est ex nihilo” (De Potentia, q. 3, a. 1, ad 14). Ora l’orgoglio non può tollerare la deficienza del creato (v. lo Gnosticismo antico) e quindi NON VUOL AMMETTERE LA TOTALE VACUITÀ DEL NULLA E CERCA DI DARGLI UNA CERTA ENTITÀ, NEGATIVA, MA PUR SEMPRE “REALE”

Come si vede la natura del nichilismo filosofico è l’odio contro l’essere per partecipazione (la creatura) e soprattutto contro l’Essere per essenza (Dio) ed è il tentativo di eliminare il concetto di creazione dal nulla o di partecipazione (tomistica) DANDO AL NULLA UNA CERTA REALTÀ E RIDUCENDO POI LA REALTÀ AL NULLA[…]

[…]QUALI SONO I FRUTTI DEL NICHILISMO?

Il niente e il nulla. Infatti “ex nihilo nihil fit”. Se si toglie all’uomo la ragione, che è proprio ciò che lo rende uomo e diverso dall’animale, se gli si toglie la libera volontà e la morale oggettiva o la ricerca di un fine o scopo che coincide col Bene, se si cerca di distruggere la realtà (l’essere, la ragione e la libera volontà, lo scopo della vita e le regole che ce lo fanno raggiungere), SI SPROFONDA L’UOMO NELL’APATIA E NELLA DISPERAZIONE, CHE SONO I FRUTTI DELLA MANCANZA DI UN IDEALE E DI UNO SCOPO.[…]

LA FOLLIA È DIVENUTA LA REGOLA

I matricidi e parricidi o infanticidi, che oramai accadono frequentemente, non sono frutto del caso, ma l’effetto della cultura nichilistica che ha perso la sinderesi ed ha vinto la battaglia culturale del Sessantotto (v. Scuola di Francoforte e Strutturalismo francese). Certamente in tutte le epoche ve ne sono stati, ma oggi son diventati la regola, mentre ieri erano l’eccezione[….]

[…]Per confutare e guarire questa malattia dell’intelletto, che è iniziata con la modernità ed è arrivata al suo termine con la post-modernità, occorre dunque riconquistare i primi principi della metafisica dell’essere contrapposta al nichilismo odierno[…]

LA RISALITA DAGLI ENTI(LA REALTÀ, LA LOGICA, LA MORALE OGGETTIVA) ALL’ESSERE PER SÉ SUSSISTENTE…E LA DISTRUZIONE DEGLI ENTI…

[…]Il metodo la via, il percorso o lo sforzo per raggiungere il fine della metafisica tomistica è la risalita dagli enti all’Essere per sé sussistente, dagli effetti, dal concreto, dall’esperienza alle cause e alla Causa prima, mediante argomentazioni raziocinative e dimostrative che si fondano su principi per sé noti o evidenti.

Il metodo del nichilismo, invece, è quello di distruggere gli enti (la realtà, la logica, la morale oggettiva), le cause, il ragionamento per risalire all’annichilazione dell’Essere per sé sussistente o alla “uccisione di Dio” e della morale naturale e divina (v. Nietzsche).

[…]Il nichilismo, il darwinismo, lo scientismo non accettano la creazione e la rimpiazzano con la volontà di potenza umana o con la scimmia (non a caso il diavolo è definito “la scimmia di Dio” dai Padri della Chiesa). Pur di negare la creazione si arriva a porre il nulla all’origine come causa di tutte le cose, anche se la sana ragione dice a tutti che dal nulla non viene nulla. “Nemo dat quod non habet.

…DISINTOSSICARSI DAL SOGGETTIVISMO DELLA MODERNITÀ…

[…]Quindi è questione di massima importanza disintossicarsi dal soggettivismo della modernità (da Cartesio a Hegel) e dal nichilismo della post-modernità (da Nietzsche allo Strutturalismo freudiano/sessantottino)[…](da “L’Antimetafisica, Figlia della Contro-Chiesa” di don Curzio Nitoglia blog chiesa e post concilio)

LE ORIGINI GNOSTICHE DELLA POLITICA MODERNA(le dieci caratteristiche dello stato moderno)

[…]Le due proprietà essenziali dello Stato moderno (che comunque trova antesignani nell’antichità: pensiamo all’antico Egitto, l’Impero romano, gli imperi orientali, ecc.) sono la spersonalizzazione del potere e la cura della sicurezza. Gettato in un piano meramente immanente e materialistico, lo Stato – il “dio mortale” di Hobbes – si presenta come autorità morale, un’autorità potente, un vero mostro giuridico che pretende di auto-fondarsi eticamente e anzi di essere esso stesso la fonte della morale del popolo che governa.
Da queste due proprietà essenziali, seguono altre caratteristiche. DALLA SPERSONALIZZAZIONE SI HANNO COME EFFETTI INEVITABILI LA GERARCHIA BUROCRATICA, LA TENDENZA ALL’IMPERO E LA TENDENZA TECNOCRATICA.DALLA TENDENZA ALL’IMPERO SI GENERA LA TENDENZA ALLA GUERRA, MENTRE DALLA TENDENZA TECNOCRATICA SI GENERA IL CONTROLLO DELLA CULTURA. DALLA CURA DELLA SICUREZZA SEGUONO L’EGUALITARISMO, L’INGERENZA ECONOMICA E L’USO GENERALIZZATO DELLA COERCIZIONE. OGGI NON C’È STATO IN CUI NON SI RITROVINO QUESTE DIECI PROPRIETÀ[…]

[…]Le dieci caratteristiche dello Stato moderno:

Spersonalizzazione del potere

Gerarchia burocratica

Tendenza all’impero

Tendenza alla guerra

Tendenza alla tecnocrazia

Controllo della cultura

Cura della sicurezza

Egualitarismo

Controllo dell’economia

Uso generalizzato della coercizione


In sintesi, cari amici, oggi abbiamo visto come il concetto moderno di Stato, privo della vera autorità spirituale, si sia trasformato in un’entità che cerca di essere, a tutti gli effetti, un ‘dio mortale’.

Questo processo, iniziato con una spinta apparentemente razionale e orientata alla ‘sicurezza’, ha finito per produrre un sistema che, non riconoscendo limiti, interferisce su ogni aspetto della vita sociale, civile e persino morale. Il prezzo di questa visione è altissimo: la perdita della libertà autentica, della verità e dell’ordine naturale, poiché lo Stato tende a centralizzare tutto il potere, spersonalizzando le decisioni e imponendo la sua versione di ‘sicurezza’ e ‘uguaglianza’[…](da “Credere nello Stato? Le origini gnostiche della politica moderna” di Gaetano Masciullo blog di Gaetano Masciullo)<<[…]MacIntyre è molto critico nei confronti della realtà sociale e politica occidentale. La democrazia liberale è il regno delle forze economiche, un sistema nel quale il potere è distribuito in modo terribilmente ineguale. Sebbene si affermi un principio di uguaglianza (un individuo, un voto) le alternative non sono determinate dalla maggioranza. L’ influenza dei gruppi di pressione, degli esperti, dei media e del denaro è decisiva. In alternativa, MacIntyre propone la tradizione neo-aristotelico-tomista, basata su tre premesse fondamentali: bene comune, ragionamento pratico e felicità. Il bene comune esclude la competizione estrema per il successo personale. Implica un’etica comunitaria in cui la morale è parte della politica: l’uomo è anzitutto un “animale politico”, (Aristotele) non un individuo. In questo senso, il “ragionamento pratico” presuppone che non sia il giudizio soggettivo ad avere l’ultima parola, bensì l’educazione alle virtù che correggono le tendenze negative della natura umana.(da In morte di Alasdair MacIntyre di Roberto Pecchioli blog Ereticamente)>>
323