…SUL PENSARE COME “NON SOLO ASSORBIRE INFORMAZIONI, MA ENTRARCI DENTRO…RIFIUTARE RISPOSTE FACILI E SPIEGAZIONI COMODE…”
«Il soggetto ideale del regime totalitario non è il nazista convinto né il comunista convinto, ma persone per le quali la distinzione tra fatto e finzione (e tra vero e falso) non esiste più.»(Hannah Arendt)……Sommergere le persone con affermazioni contraddittorie, menzogne e contro-menzogne, finché smettono di provare a capire cosa sia reale. Perché cercare la verità richiede energia. E il potere, quando vuole dominare, spesso punta proprio a esaurire quell’energia…
…Quando non distingui più tra vero e falso, non distingui più tra bene e male. E quando questo accade diventi controllabile. Non perché ti hanno convinto, ma perché hai smesso di pensare con la tua testa…Comincia con l’erosione lenta della nostra capacità di distinguere la realtà dalla finzione…
…la morale immanentista(che tende a relativizzare le categorie del male e del bene…) e la morale che ha un fondamento metafisico(cioè la non-relativizzazione delle categorie del bene e del male.Quello che era bene ieri, è bene oggi, è bene domani, e questo vale anche per il male)…
…allora, che cosa si fa?
La Arendt credeva che la risposta fosse in ciò che chiamava “pensare”. Non solo assorbire informazioni, ma entrarci dentro. Mettere in discussione. Riflettere. Considerare prospettive diverse. rifiutare risposte facili e spiegazioni comode…
…Il totalitarismo non arriva sempre con stivali e carri armati. Spesso arriva in silenzio: nella rassegnazione, nel cinismo, nella frase ripetuta come un anestetico: “tanto mentono tutti”, “non ci si può fidare di nessuno”, «Chi lo sa cosa è vero davvero?»[…][potrebbero essere etichette anche queste, per evitare lo sforzo di cercare la verità e quindi rimanere nel comodo stato di superficialità? Subentra in questo caso una pigrizia dovuta a scoraggiamento e rassegnazione…?Anche ciò può rappresentare un fenomeno massa?…
…Hannah Arendt morì nel 1975, ma il suo avvertimento resta vivo:
Proteggi la tua capacità di pensare.
Pretendi prove.
Distingui fatti e opinioni.
Non lasciare che il rumore delle menzogne ti faccia rinunciare alla verità[Il vero atto libero con i suoi tre momenti:deliberazione, giudizio e scelta]…
…[si potrebbe aggiungere che l’ideologia però(come un qualsiasi feticcio di turno…) aiuta (ad esempio) a risvegliare il tifo…l’istinto animale dell’ uomo…e quindi l’antropologia moderna che “assegna la guida dell’ uomo…alle passioni. va dove ti porta il cuore…”? E ciò è anche la leva ideale per provocare l’eterno gioco del divide et impera, della polarizzazione… eccetera, eccetera…?]…
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Stralci da:
1) “Hannah Arendt e le origini del totalitarismo” blog Chiesa e post concilio
2) “Perché tanta violenza gratuita?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri
3) “Massa: “la religione dei pigri”E’ giusto seminare, anche se non si vedrà il frutto? Di Francesco Lamendola Blog Inter multiplices UNA VOX
4) “[TOMISMO] L’atto libero” blog di Radio Spada
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Ci aveva avvertiti già settant’anni fa: il vero pericolo non è far credere alle persone delle menzogne. È farle rinunciare del tutto alla verità[…]
[…]L’idea centrale della Arendt era questa: i sistemi totalitari non vincono perché convincono tutti della loro ideologia. VINCONO PERCHÉ DISTRUGGONO LA CAPACITÀ DELLE PERSONE DI PENSARE. Punto.
In una delle sue osservazioni più celebri scrisse:
«Il soggetto ideale del regime totalitario non è il nazista convinto né il comunista convinto, ma persone per le quali la distinzione tra fatto e finzione (e tra vero e falso) non esiste più.»
Rileggila.
L’obiettivo non è la fede.
È la confusione.
È lo sfinimento.
È sommergere le persone con affermazioni contraddittorie, menzogne e contro-menzogne, finché smettono di provare a capire cosa sia reale. PERCHÉ CERCARE LA VERITÀ RICHIEDE ENERGIA. E il potere, quando vuole dominare, spesso punta proprio A ESAURIRE QUELL’ENERGIA.
Quando non distingui più tra vero e falso, NON DISTINGUI PIÙ TRA BENE E MALE. E quando questo accade diventi controllabile. Non perché ti hanno convinto, ma perché hai smesso di pensare con la tua testa.
Nel saggio Verità e politica (1967) la Arendt analizzò come funzionano le menzogne nei sistemi politici. Il problema, scriveva, non è solo che il potere diffonde falsità: è che LA MENZOGNA COSTANTE CORRODE L’IDEA STESSA DI VERITÀ. Quando tutto viene contestato, quando ogni fatto diventa “di parte”, quando la realtà è trattata come una semplice opinione… allora LA VERITÀ PERDE POTERE.
E QUANDO LA VERITÀ NON HA PIÙ POTERE, NEANCHE LA GIUSTIZIA, LA MORALE E LA DIGNITÀ UMANA NE HANNO[…]<<[…]C’è una morale immanentista che pretende di affermare che le categorie del bene e del male possono scaturire dal soggetto individuale o da un gruppo di potere. E questo tende inevitabilmente a relativizzare le categorie del male e del bene.
Ma c’è un altra concezione della morale (che è quella vera) e cioè LA MORALE CHE HA UN FONDAMENTO METAFISICO. Che cosa è la metafisica?
E’ lo studio dell’ Essere in quanto Essere. La morale metafisica è quella morale che dice che le categorie del bene e del male sono all’ interno della realtà e che l’uomo, lo Stato, un consesso civile deve limitarsi a riconoscere. Nella realtà c’è la legge eterna. E la legge eterna è stata inserita da Dio. Legge eterna che poi attraverso la comprensione razionale dell’ uomo diventa legge naturale. Con una morale che ha un fondamento metafisico abbiamo una non-relativizzazione delle categorie del bene e del male. CIOÈ QUELLO CHE ERA BENE IERI, È BENE OGGI, È BENE DOMANI, E QUESTO VALE ANCHE PER IL MALE[…](da “Perché tanta violenza gratuita?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri) >>
[…]Hannah Arendt lo vide accadere nella Germania degli anni Trenta.Capì che i nazisti non si limitavano a mentire[…]Non lo scrisse per distribuire colpe. Lo scrisse come avvertimento: PUÒ ACCADERE OVUNQUE. PUÒ ACCADERE A CHIUNQUE. E SPESSO NON COMINCIA CON LA VIOLENZA. COMINCIA CON L’EROSIONE LENTA DELLA NOSTRA CAPACITÀ DI DISTINGUERE LA REALTÀ DALLA FINZIONE.
ALLORA, CHE COSA SI FA?
La Arendt credeva che la risposta fosse in ciò che chiamava “pensare”. Non solo assorbire informazioni, ma entrarci dentro. Mettere in discussione. Riflettere. Considerare prospettive diverse. RIFIUTARE RISPOSTE FACILI E SPIEGAZIONI COMODE[…]
[…]Il totalitarismo non arriva sempre con stivali e carri armati. SPESSO ARRIVA IN SILENZIO: nella rassegnazione, nel cinismo, NELLA FRASE RIPETUTA COME UN ANESTETICO: “tanto mentono tutti”, “non ci si può fidare di nessuno”, «Chi lo sa cosa è vero davvero?»[…][potrebbero essere etichette anche queste, per evitare lo sforzo di cercare la verità e quindi rimanere nel comodo stato di superficialità? Subentra in questo caso una pigrizia dovuta a scoraggiamento e rassegnazione…?Anche ciò può rappresentare un fenomeno MASSA?<<[…]la massa non tollera di essere avvertita, messa in guardia, posta di fronte a una nuova prospettiva: non ne vuole sentir parlare…la massa è formata da anonimi uomini-massa; ma in molti di loro, sia pure allo stato di quiescenza, sopravvive la potenzialità del risveglio individuale. Forse qualcuno di loro è pronto per il risveglio: manca solo l’occasione. Certo, si tratta di investire su mille per raccogliere tre, due, forse uno. Quale saggio agricoltore getterebbe alla terra mille semi, sapendo che nasceranno solo una o due piante, forse tre al massimo, e tutti gli altri andranno perduti?[…]
[…]Il buon agricoltore deve seminare sapendo che non raccoglierà; ma che forse, dopo di lui, qualche seme germoglierà, e darà vita alla nuova pianta. Ci vuole pazienza, e ci vogliono anche fede e coraggio. Ci vuole un animo generoso, capace di lavorare in pura perdita, di andare avanti in passivo.
Questo è il momento della generosità; o, se si preferisce, diciamolo pure: questo è il momento dell’eroismo. Eroismo da parte di chi si rivolge ai giovani; ma anche eroismo da parte dei giovani stessi. Chi dice ai giovani che la loro età è l’età del divertimento e della spensieratezza, mente e li inganna; oppure li sta tradendo, per consegnarli, inermi e impreparati, alle prove che li attendono.
Tutto, oggi, nella vita sociale, o quasi tutto, tende a trascinare le persone nel vortice dell’irresponsabilità, cioè nella massa manipolabile e strumentalizzabile.
Per uscire dalla massa, ci vuole molta forza di volontà, e soprattutto ci vuole una buona ragione per farlo. NELLA MASSA SI STA AL RIPARO, SI STA AL CALDUCCIO, CI SI SENTE COSTANTEMENTE RASSICURATI E PROTETTI; mentre chi ne esce dovrà arrangiarsi da solo, dovrà sbrigarsela da solo, e dovrà vedersela con i suoi ex compagni, che saranno ben decisi a fargli pagare il suo “tradimento”, la sua apostasia[…]
[…]E l’aiuto che si può dare ai giovani è appunto quello di indicar loro delle nuove prospettive sul reale, dei punti di vista alternativi e controcorrente, e TRASMETTER LORO L’AMORE PER LA RICERCA PERSONALE DELLA VERITÀ. IN ALTRE PAROLE, TRASMETTERE LORO L’AMORE PER LA FATICA, IL SACRIFICIO, L’AMORE DISINTERESSATO DEL VERO E DEL GIUSTO. (da “Massa: “la religione dei pigri”E’ giusto seminare, anche se non si vedrà il frutto? Di Francesco Lamendola Blog Inter multiplices UNA VOX)]>>
[…]Hannah Arendt morì nel 1975, ma il suo avvertimento resta vivo:
Proteggi la tua capacità di pensare.
Pretendi prove.
Distingui fatti e opinioni.
Non lasciare che il rumore delle menzogne ti faccia rinunciare alla verità[Il vero atto libero con i suoi tre momenti:deliberazione, giudizio e scelta]<<[…]La deliberazione consiste nella risposta data a una particolare sollecitazione esterna; è una “liberazione per” e insieme una “liberazione da”. Una liberazione dall’istintività della reazione per produrre una risposta morale consapevole, in vista del giudizio che ne consegue e di un’azione da compiere responsabilmente[…]COME “ANIMALE METAFISICO”, OGNI UOMO DÀ SPONTANEAMENTE UNA VALUTAZIONE ISTINTIVA, CHE DOVREBBE PRODURRE UNA REAZIONE ALTRETTANTO ISTINTIVA.
EPPURE LA PECULIARITÀ DELL’ISTINTIVITÀ UMANA CONSISTE NELLA SUA DIRETTA DIPENDENZA DALL’INTELLETTO, IN VIRTÙ DELLA POSSIBILITÀ DI ESSERE IMMEDIATAMENTE CONSAPEVOLE DEL PROPRIO COMPORTAMENTO.
«L’EFFETTIVO ESERCIZIO DELL’ATTO LIBERO È INTRINSECAMENTE LEGATO ALLA FORZA DELLA VOLONTÀ. […] È ovvio che a questo primo livello della deliberazione possono avere un ruolo essenziale anche i diversi condizionamenti individuali e culturali, conservati nella memoria dell’uomo e dipendenti, sia dalle passate azioni dell’individuo (un individuo abituato a cedere a determinati istinti, più facilmente è portato a cedere in seguito), sia da un’eccessiva sollecitazione di determinati istinti (libido e aggressività) esercitata dall’ambiente (cf. p.es. nella nostra situazione socio-culturale l’eccessiva sollecitazione di questi istinti ad opera dei mezzi di comunicazione sociale).
L’azione della volontà nella deliberazione e nella scelta finale dell’azione da compiere può essere dunque più o meno fortemente condizionata da tutte queste componenti, presenti nella componente psicofisica dell’essere umano.
PER QUESTO, PER RENDERE POSSIBILE UN’AUTENTICA DELIBERAZIONE, È FONDAMENTALE IL CONCORSO DELL’OPERAZIONE DELL’INTELLETTO, PERCHÉ LA DELIBERAZIONE DIVENGA UNA VERA E PROPRIA “LIBERAZIONE DA” QUESTI CONDIZIONAMENTI NELLA VALUTAZIONE DELL’OGGETTO E/O DELL’AZIONE DA COMPIERE RISPETTO A QUESTO OGGETTO, AFFINCHÉ LA SCELTA DELL’OGGETTO O DELL’AZIONE DA COMPIERE RISPETTO A QUESTO OGGETTO DIVENGA ATTO DAVVERO UMANO»[…](da “[TOMISMO] L’atto libero” blog di Radio Spada)>>
Perché il momento in cui smetti di preoccuparti di ciò che è vero, hai già perso ciò che conta.
La battaglia non è solo credere alle cose “giuste”.
È rifiutarsi di smettere di pensare.(da “Hannah Arendt e le origini del totalitarismo” blog Chiesa e post concilio)
[si potrebbe aggiungere che l’ideologia però(come un qualsiasi feticcio di turno…) aiuta (ad esempio) a risvegliare il tifo…l’istinto animale dell’ uomo…e quindi l’antropologia moderna che “assegna la guida dell’ uomo…alle passioni. va dove ti porta il cuore…”? E ciò è anche la leva ideale per provocare l’eterno gioco del divide et impera, della polarizzazione… eccetera, eccetera…?]