…SULL’ UOMO IN FUGA( dalla realta’… e da Dio…)…
…la fuga dalla fede…si potrebbe aggiungere che la fuga dalla fede è strettamente collegata alla fuga dalla realta’…?…e il ruolo fondamentale del pensiero liquido, o pensiero debole in questa fuga dalla realta’ ?…...“il mondo della fuga(quindi è il mondo oramai generalizzato) è il mondo della diabolicita’. Tutto è dissolto nella possibilita’ (anche Dio). E’ il mondo dove è difficile distinguere il vero dal falso. e’ il mondo in cui tutto deve essere ambiguo”…
…Sempre in “la fuga davanti a Dio” Picard scrive: “non c’è nemmeno verità perchè tutto è pieno di possibilità, e pertanto ambiguo. e quindi non c’è nemmeno menzogna, perchè la menzogna preciserebbe e fisserebbe troppo la cosa il che ostacolerebbe la fuga. Bensì solo possibilita’ dalla quale (a seconda dei casi) viene tratta fuori qualche cosa che ora assomiglia alla verita’ , ora alla menzogna. e’ il mondo dove tutto è possibile e non si sente il bisogno di credere in Dio. Dio è ridotto al grado di una qualsiasi possibilita’ il che è ancor meno che essere una impossibilita’”…
…La distruzione del silenzio e la degradazione della parola……“Il brusio verbale” e “il brusio visivo”…
Stralci da:
1) “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco
2) “Alla ricerca della felicità/4 - Il potere (illusorio) dell’immaginazione” di Giovanni Fighera La Nuova Bussola Quotidiana
3)“ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ / 8 Assopimento dell’io e divertissement: la filosofia della distrazione” di Giovanni Fighera blog La Nuova Bussola Quotidiana
4) Esiste solo quello che ci mostrano” con Francesco Lamendola, Roberto Bonuglia, Francesco Ghislandi
5) “Pensiero debole, ultimo atto del suicidio filosofico” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»
6) “La Vittoria Dell’ Irenica Sulla Polemica Nel Mondo Contemporaneo” di don Curzio Nitoglia
7) “Chi spesso parla spesso sbaglia! (1)” di don Giuseppe Rottoli FSSPX blog di Radio Spada
8) “Chi spesso parla spesso sbaglia! (2)” di don Giuseppe Rottoli FSSPX blog di Radio Spada
9) “La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»
[…]Max Picard era avverso a qualsiasi tipo di classificazione, nel senso che dice chiaramente in una delle sue opere: “qualcuno stà cercando di definirmi un filosofo, qualcuno un letterato, io non sono nessuna di tutte queste cose”.
Quello che (probabilmente) contraddistingue di più Picard è la categoria dell’ ammonitore. E’ un grande osservatore della modernità ed ammonisce su quelle che saranno le derive della modernità, della società, dell’ uomo se si dovesse continuare su questa via[…]
[…]Picard non è un accademico. Anzi lui odiava il mondo accademico(anzi non lo poteva sopportare)…Se volessimo leggere Picard cercando di trovare nelle sue opere quelle trattazioni accademiche avremmo sbagliato completamente autore.
Le sue sono delle visioni, delle pennellate sull’ anima , sullo stato della scienza, sullo stato dell’ uomo che ha abbandonato Dio, sullo stato dell’ arte[…]
[…] Picard critica la modernità. Teme la scienza della sua epoca che è una scienza senza etica, senza principi superiori…
Picard parla della schiavitù ai nostri stessi prodotti(e oggi vediamo quanto siamo schiavi e soprattutto le giovani generazioni di prodotti che noi abbiamo creato come cellulari eccetera…una dipendenza…)[…]
[…] l’uomo moderno (secondo Picard) è anche un uomo che non ama veramente, che non ha veramente dedizione verso le cose e le persone, perchè la distrazione di massa nella quale viviamo, la frenesia e la corsa ci impedisce di soffermarci veramente su una persona, su un oggetto per apprezzarlo per quello che veramente è.
Molto spesso le nostre parole, i nostri dialoghi sono distratti(Picard questo lo nota)[…]
…LA FUGA DALLA FEDE…
[…]ma la categoria più importante di Picard è(uno dei suoi concetti) quello di Fuga.Infatti la sua opera più celebre si intitola(tradotto in italiano) “la fuga davanti a Dio”(1934). L’uomo è un uomo fuggitivo è un uomo in fuga.
E cosa è questa Fuga?
Questa Fuga è il prodotto della volontà di emancipazione dell’ uomo. L’uomo ha voluto emanciparsi da tutto ciò che gli ricordava di essere creatura…
Ma da cosa stà fuggendo?
Stà fuggendo dalla trascendenza, stà fuggendo da Dio.
[Mauro Stenico] legge una citazione da “la fuga davanti a Dio”:
“Davanti a Dio l’uomo è fuggito in tutti i tempi, ma tra la Fuga di OGGI e ogni ALTRA c’è differenza.Una volta la FEDE costituiva l’UNIVERSALE. Esisteva prima dell’ individuo e c’era un mondo oggettivo della Fede. La Fuga si svolgeva unicamente nel SINGOLO. Avveniva soltanto perchè il SINGOLO con un atto di decisione distaccava dal mondo della Fede. Era costretto a crearsi da sè la propria fuga(se voleva fuggire). OGGI avviene il CONTRARIO. La Fede come mondo esterno oggettivo è DISTRUTTA. In ogni momento l’INDIVIDUO deve ricrearsi la Fede con un atto di DECISIONE staccandosi dal mondo della Fuga, perchè la Fuga (non più la Fede) esiste OGGI come MONDO OGGETTIVO, e ogni situazione in cui l’uomo può venirsi a trovare è a priori una situazione di Fuga divenuta oramai NATURALE”
Quindi una volta i fuggitivi (coloro che fuggivano dalla trascendenza) erano l’eccezione. OGGI l’eccezione è chi scappa dal mondo della FUGA a quello della FEDE[…] OGGI in un mondo di TENTAZIONI, di PRESSIONI… il CEDERE è FACILE…Il CEDERE rispetto alla DOTTRINA…il CEDERE rispetto alla MORALE… è molto semplice…Il contesto in cui viviamo è TOTALMENTE CONGEGNATO CONTRO LA FEDE […] (da “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco)
[si potrebbe aggiungere che la fuga dalla FEDE è strettamente collegata alla fuga dalla REALTA’…?]<<[…]L’immaginazione umana è uno dei rimedi più forti, anche se completamente illusorio, al problema della felicità. Ci siamo mai chiesti perché ciò che non abbiamo ci affascina più di ciò che è davanti ai nostri occhi? Leopardi sa rispondere con cura a questa domanda. L’immaginazione funziona come una doppia vista che trasferisce la qualità della perfezione a ciò che nella realtà perfetto non è[…]
[…] Tutto ciò che è vago, indefinito, non precisato risulta a noi SOMMAMENTE PIACEVOLE PROPRIO PERCHÈ L’IMMAGINAZIONE RIESCE A SOPPERIRE RISPETTO ALLA REALTÀ.
Ed è per questo che Leopardi riesce anche a spiegare perchè nella letteratura occidentale, nella poesia le donne non sono mai descritte in maniera precisa[…]le donne sono sempre descritte con pochi particolari. Sarà l’immaginazione del lettore a ricreare il ritratto ideale della persona amata.
Ed è per questo ancora che (secondo Leopardi) che i poeti non raccontano mai l’amore per la donna sposata. Nella nostra letteratura compaiono soltanto immagini di donne che devono soltanto essere conquistate, donne irraggiungibili, donne che sono lontane e che se risultassero (invece) vicine alla descrizione non sembrerebbero perfette[…]
L’immaginazione riesce quindi a trasferire alla persona quella perfezione che nella realtà non c’è[…]è l’immaginazione che riesce a far pensare a Leopardi tutto ciò che c’è oltre la siepe, nel giardino del palazzo Leopardi. E leopardi così si immagina un infinito temporale , un infinito spaziale oltre quella siepe[…] Leopardi riesce ad immaginarsi l’infinito. All’ inizio usa l’aggettivo “quello” per indicare tutto ciò che è infinito, ad indicare che l’infinito lo riesce ad immaginare soltanto lontano e tutto ciò che è concreto, fisico viene indicato con l’aggettivo dimostrativo “questo”. L’animo umano è fatto per l’infinito[…](da “Alla ricerca della felicità/4 - Il potere (illusorio) dell’immaginazione” di Giovanni Fighera La Nuova Bussola Quotidiana)
[…]Da una ricerca del 2015 e poi nel 2023 su un gruppo di bambini tra i dieci e dodici anni in cui è stato proposto un tema su “come si immaginavano da grandi”, la maggior parte ha fatto temi in cui si IMMAGINAVA di vivere a Los Angeles in una villa con piscina, in cui si immaginava di essere il tik toker più famoso del mondo, di vivere in mete da sogno in cui al primo posto c’era Dubai.
Perchè a Dubai? Perchè i social network mostrano gli influencer che vanno a Dubai. Ciò vuol dire che Il REALE ha perso di OGGETTIVITA’ e l’IMMAGINARIO è diventato la faccia dell’ altra medaglia e ha perso di FALSITA’, è diventato sempre più VERO.
L’IMMAGINARIO, l’IRREALE è sempre più percepito come VERO e il REALE è sempre meno percepito come REALE…Da qui la ricerca su questa generazione di bambini mostra la cosiddetta VETRINIZZAZIONE (mettersi in vetrina con una vita PERFETTA con una FAMIGLIA PERFETTA come gli INFLUENCER, ecco quello che scrivono nei temi…Una vita patinata , di copertina). Poi quando ci si SCONTRERA’ con la REALTA’ VERA (con il REALE), quando l’IMMAGINARIO subisce i colpi del REALE c’è la CRISI, il RIFIUTO[…](da Esiste solo quello che ci mostrano” con Francesco Lamendola, Roberto Bonuglia, Francesco Ghislandi)>>
[E il ruolo fondamentale del PENSIERO LIQUIDO, o PENSIERO DEBOLE in questa FUGA dalla REALTA’?]<<Siamo afflitti dal pensiero debole. La cultura odierna ne è impregnata, ne è condizionata, ne è presa in ostaggio…È diventato il nuovo pensiero forte, se, con questa espressione, si intende un pensiero totalizzante e scarsamente propenso ad accettare le critiche ai suoi assiomi fondativi: comoda posizione che consente tutti i vantaggi ed esclude qualsiasi rischio. È come sparare al piccione, ben sapendo che nessun piccione potrà mai sparare su di te[…]
[…]il pensatore debole può criticare, deridere, svalutare qualsiasi pensiero diverso dal proprio, e sottrarsi, con la fuga, a qualsiasi contrattacco: in quanto pensiero debole, esso è liquido, è dappertutto e in nessun luogo, è impossibile fermarlo, dargli una forma, localizzarlo in uno spazio o in un tempo: spiacente, ma hai sbagliato bersaglio, non sono io; dovevi prendertela con lui, non con me. È figlio della scissione dell’io di Pirandello; e, prima ancora, è figlio, o nipote, dell’asportazione della metafisica di Kant. Sorge per sottrazione, si moltiplica per esclusione: paradossalmente, cresce sulla propria debolezza, sulla propria fragilità, sulla propria inconsistenza. Pretende di essere post-moderno, ma è solo una espressione verbale: perché ciò che teorizza è che ci sarà sempre qualcosa di post rispetto all’esistente, quindi dopo il postmoderno verrà, per forza di cose, il postmoderno del postmoderno, e poi il postmoderno del postmoderno del postmoderno, e così via, all’infinito[…](da “Pensiero debole, ultimo atto del suicidio filosofico” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>
[continua sempre Mauro Stenico sul tema “la fuga dalla Fede” visto da Max Picard] ed ecco che Picard comincia poi a dire qualcosa di estremamente attuale:
“Il mondo della Fuga(quindi è il mondo oramai generalizzato) è il mondo della DIABOLICITA’. Tutto è DISSOLTO nella POSSIBILITA’ (anche Dio). E’ il mondo dove è DIFFICILE DISTINGUERE IL VERO dal FALSO. E’ il mondo in cui TUTTO DEVE ESSERE AMBIGUO”.
Perchè?
Qui siamo OLTRE L’ATEISMO[…] Nel MONDO della FUGA TUTTO deve essere DISSOLTO, TUTTO in DIVENIRE, TUTTO reso al LIVELLO del POSSIBILE. NON DEVONO ESSERCI PIÙ NE’ VERITA’ NE’ FALSITA’, ma MEZZE VERITA’(che non sono VERITA’) AMBIGUITA’ DAPPERTUTTO. E questo è PEGGIO dell’ ATEISMO.
Perchè?
Perchè almeno con l’ATEISMO IO HO la POSIZIONE CONTRARIA della FEDE(quindi io so dove è il nemico, lo vedo…lo vedo con chiarezza…). Nel MONDO dell’ AMBIGUITA’ NO. Nel MONDO dell’ AMBIGUITA’ NON E’ CHIARO NULLA […](da “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco)<<[…]Coloro che di fronte all’errore, invece di condannarlo, cercano un accomodamento, un compromesso teoretico tra verità e falsità, negano implicitamente il principio d’identità e non-contraddizione[…]
[…]Un altro caposaldo dell’Americanismo è l’evoluzionismo religioso (cfr., pp. 101-108), secondo cui il dogma evolve o cambia radicalmente, sostanzialmente di maniera eterogenea e non omogenea; ossia, si passa da una verità a un’altra, secondo il bisogno e le esigenze dei tempi (cfr., p. 109), dacché la verità non è più la “conformità del pensiero alla realtà”, ma “l’adeguarsi del pensiero ai bisogni dei tempi e delle necessità dell’uomo moderno” (Herbert Spencer)[…]
[…]Se si traspone la prudenza dell’agire nell’ordine dell’essere o della verità, mediante mezze-verità o termini equivoci, ambigui, sfumati, imprecisi, i quali volutamente non sono esplicitamente erronei, è ancora più pericoloso per la sana ragione e la purezza della Fede. Coloro che di fronte all’errore, invece di condannarlo, smascherarlo o disapprovarlo apertamente, cercano un accomodamento, un compromesso teoretico tra verità e falsità, negano implicitamente il principio per sé noto d’identità e non-contraddizione, sotto apparenza d’apostolato, discrezionalità, pastoralità, prudenzialità, sono più pericolosi di chi professa apertamente l’errore. Le mezze-verità, la vaghezza, l’imprecisione, l’indecisione, il pressappochismo o l’indefinibilità dottrinale sono la “quinta colonna” o il nemico che si presenta da amico, il cavallo di Troia, il lupo vestito da agnello che penetra – grazie al suo camuffamento – nel cuore della Chiesa e la vuole cambiare dal di dentro, come dice il “Programma dei Modernisti” (1906) attribuito ad Antonio Fogazzaro ed Ernesto Buonaiuti[…] (da “La Vittoria Dell’ Irenica Sulla Polemica Nel Mondo Contemporaneo” di don Curzio Nitoglia)
[…] Sempre in “la fuga davanti a Dio” Picard scrive: “non c’è nemmeno verità perchè TUTTO È PIENO DI POSSIBILITÀ, e pertanto AMBIGUO. E quindi non c’è nemmeno menzogna, PERCHÈ LA MENZOGNA PRECISEREBBE E FISSEREBBE TROPPO LA COSA IL CHE OSTACOLEREBBE LA FUGA. Bensì SOLO POSSIBILITA’ dalla quale (a seconda dei casi) viene tratta fuori qualche cosa che ora ASSOMIGLIA alla VERITA’ , ora alla MENZOGNA. E’ il mondo dove TUTTO è POSSIBILE e non si sente il bisogno di credere in Dio. Dio è ridotto al grado di una QUALSIASI POSSIBILITA’ il che è ANCOR MENO che essere una IMPOSSIBILITA’”
Ridurre Dio al grado di una POSSIBILITA’ di un QUALCOSA(“…ma sì penso che qualcosa dopo la morte ci sia…” è una cosa che umilia più Dio che nel non dire che “Dio non esiste” (ci dice Picard) .
Ovviamente L’AMORE VERO E PROPRIO(in questo mondo) NON DEVE ESISTERE perchè l’amore (che noi potremmo nutrire verso il creato, verso la persona, verso il prossimo) viene ostacolato perchè potrebbe RIPORTARCI a quello che è il SOMMO AMORE, A DIO.
Certo che però Picard dice che NOI questo AMORE INNATO, questa SETE di INFINITO CHE ABBIAMO la portiamo (anche) nella MODERNITA’. E siccome non la RIVOLGIAMO VERSO DIO, la RIVOLGIAMO VERSO dei SURROGATI (Picard dice che uno di questi SURROGATI è L’ECONOMIA…il MERCATO…).
Questo MERCATO (dice Picard…siamo negli anni trenta…) è oramai come fosse una GRANDE DIVINITA’ (della quale NOI ABBIAMO PERSO IL CONTROLLO) che ogni tanto CI PUNISCE con DELLE CRISI CICLICHE e ci mette a PROVA[…](da “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco)<<in un mondo che corre senza tregua, dove ogni istante è riempito da consumi, pubblicità e programmi di svago preconfezionati, la felicità sembra ridursi a un copione imposto dall’esterno. Ci viene detto come divertirci, come pensare positivo, come occupare il nostro tempo libero, ma dietro questa frenesia si nasconde un vuoto che fa paura: L’HORROR VACUI, IL TIMORE DEL SILENZIO E DELLA SOLITUDINE. La società contemporanea ha trasformato la ricerca della felicità in un ingranaggio di distrazioni e bisogni indotti.
È qui che filosofi e poeti ci vengono in aiuto: Leopardi parla di assopimento dell’io, Pascal di divertissement, mentre già Lucrezio e Dante avevano descritto la fuga dall’interiorità e dalla consapevolezza. La domanda finale resta aperta: stiamo davvero vivendo, o ci stiamo solo addormentando dentro un sogno imposto?(da “ALLA RICERCA DELLA FELICITÀ / 8 Assopimento dell’io e divertissement: la filosofia della distrazione” di Giovanni Fighera blog La Nuova Bussola Quotidiana)>>
…IL CONCETTO DI PRE-DATITA’…
Un altro concetto importante in Picard è quello di PRE-DATITA’ (ovvero ciò che è pre trattino dato).
Ossia in TUTTO questo MONDO DELLA FUGA NOI CI DIMENTICHIAMO che TUTTO CIO’ CHE POSSEDIAMO(cominciamo dalla Vita…ma poi anche la parola…) E’ DONO(noi non ci siamo meritati di venire all’esistenza. Noi abbiamo ricevuto gratuitamente l’esistenza e ci sono stati dati altri DONI a PRIORI…in regalo…in omaggio…gratuitamente…la parola…il silenzio…la libertà…l’amore…l’amicizia…il matrimonio…).
Perchè ci vengono dati questi DONI?
Perchè “Bonum est diffusivum sui”(il Bene con la B maiuscola tende a diffondersi da sé) e DIO è il SOMMO BENE. E Dio ci ha creati perchè potessimo rimirare la SUA GLORIA e AMARLO…
Dice Picard: se Cartesio dice “cogito ergo sum”(penso, dunque sono) NO noi DOVREMMO DIRE: “cogitor a deo ergo cogito et sum”(in quanto sono pensato da Dio, in tanto penso ed esisto)[…]
[…] Tutto ciò che ESISTE MANIFESTA un ECCEDENZA, un PIU’, un OLTRE…L’ECCEDENZA è il FONDAMENTO DI OGNI COSA[…]
Al tema dell’ ECCEDENZA, al tema del PIU’ Picard dedica queste parole:
“Che cosa è il PIU’? In ogni creatura vi è PIU’ di quanto necessiterebbe per essere COSI COME E’.Oltre a TUTTO IL NECESSARIO esiste UN PIU’ in ogni creatura. Il mondo non è disposto secondo il MISURATO(lo strettamente efficiente)ma secondo la PIENEZZA.Il PIU’ è il fondamento del mondo NON IL RAZIONATO. Poiché fu Dio a creare gli uomini e le cose è PRESENTE in ESSI PIU’ di quanto occorre alla LORO ESISTENZA PURA e SEMPLICE. Dove Dio crea c’è qualcosa di PIU’ della SEMPLICE NECESSITA’ e le COSE VIVONO in questo PIU’”[…]
…LA SOCIETÀ MODERNA HA PERSO QUESTI DONI…
…La distruzione del silenzio e la degradazione della parola…
La società moderna ha perso questi FENOMENI ORIGINARI…per esempio IL SILENZIO E’ STATO DISTRUTTO.Pensiamo per esempio[dice Mauro Stenico] a qualcosa come la liturgia moderna(nel Novus Ordo i momenti di silenzio sono stati aboliti mentre nella messa tradizionale tridentina il silenzio impera…il silenzio ci ELEVA a DIO, LI’ è stato DISTRUTTO.
Pensiamo alla CITTA’ MODERNA.Come facciamo a TROVARE SILENZIO (ad esempio) a New York. Pensate[dice Mauro Stenico] ad una persona nata e vissuta(tutta la vita) a New York (o in altre metropoli). Abbiamo bisogno di ESTRANIARCI, di ISOLARCI, per ritrovare i nostri MOMENTI di SILENZIO(e lì diventa sempre più difficile).
Per non parlare (poi) della PAROLA, di quanto OGGI sia DEGRADATA LA PAROLA. La PERDITA dell’ AUTENTICITA’ DELLA PAROLA[…](da “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco)<<Sant’Agostino, commentando il Vangelo sulle «parole oziose» (Mt 12,36), mette in evidenza che l’abbondanza delle parole è una passione che possiede interamente l’uomo di cui si è impossessata; essa gli fa dire di più di ciò che occorre, spinto dal desiderio di parlare egli cade facilmente nel peccato, perché quando la lingua è sempre in movimento la memoria è esposta all’errore, mischia facilmente il falso al vero, ciò che nuoce a ciò che è utile, le cose vane alle cose necessarie[…]
[…]dice San Bernardo: «…La lingua è una piccola parte di noi stessi, ma se non fate attenzione fa molto male, essa lecca con l’adulazione, morde con la maldicenza, uccide con la menzogna, distrugge l’amicizia, moltiplica i nemici, eccita le dispute, semina la discordia, con un solo colpo colpisce ed uccide molti uomini, essa è accarezzante e ingannatrice e sempre pronta a fare il male» (Serm. De triplici cust.).Queste considerazioni le troviamo spesso nella S. Scrittura, nelle opere dei santi e degli uomini pieni di Spirito Santo[…]
[…]S. Agostino, dal canto suo, ci ricorda che «l’uomo doma le bestie feroci, ma non doma la lingua. Per domare il cavallo, il leone occorre l’uomo, ma per domare l’uomo occorre Dio» (Serm. IV De Verbis Domini secun. Matth.). Infatti, a causa delle conseguenze lasciate in noi dal peccato originale (e l’esperienza ce lo mostra tutti i giorni), l’uomo non si doma con le forze della natura, ma con quelle della grazia. «Mi sono spesso pentito di aver parlato male, MA MAI DI ESSERMI TACIUTO», ha detto un antico personaggio (Simonides, Anton. in Meliss.). Ognuno può e deve applicarsi questa sentenza. È quasi impossibile che negli intrattenimenti frequenti e prolungati non ci sia niente che ferisca o la carità o la purezza o la verità[…]
[…]Si può peccare con la lingua contro tutte le virtù, contro la carità, la religione, l’umiltà, la castità, la giustizia, la temperanza ecc.
Molte riflessioni nel presente articolo sono state prese dal libretto: “I peccati di lingua” del sacerdote salesiano Don Giuseppe Tomaselli di Messina[…](da “Chi spesso parla spesso sbaglia! (1)” di don Giuseppe Rottoli FSSPX blog di Radio Spada)
[…]San Giacomo ha scritto per il nostro bene: «Ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira» (Gc 1,19). Anche Seneca aveva ben capito questo: «Colui che non sa tacere, non sa parlare». Lo Spirito Santo ci insegna: «Ascolta in silenzio e con la tua modestia ti guadagnerai la buona grazia» (Ecli 32,9). Sant’Agostino ci esorta: «Che siano le vostre opere a parlare e non la lingua. Niente domina meglio la lingua che il silenzio. Volete imparare a parlare? Tacete e durante il vostro silenzio pensate a ciò che dovete dire e come lo dovete dire. Ascoltate, esaminate e tacete se volete vivere in pace. Una fornace conserva il calore finché la porta è chiusa, nello stesso modo il cuore conserva l’amore di Dio quando la bocca non si apre troppo spesso» (Serm. 32 in Evang. Lc). Si purifica e si santifica la propria lingua nel fuoco della meditazione. Essa ci comunica la carità di Gesù Cristo e la sua grazia che purifica il cuore e la lingua dei giusti, li governa e li ispira affinché dicano solo cose vere, utili, edificanti e sante. S. Bernardo chiama il silenzio “il custode della religione”[…]
[…]Sant’Ignazio di Loyola diceva: «Vuoi conoscere se in qualche ordine vige la disciplina religiosa? Guarda se in esso sono osservate rettamente queste tre cose: il silenzio, la clausura e la purezza. Se infatti vi si trovano queste tre cose certamente vige in esso la disciplina, altrimenti sappi che essa langue». Ammonire i peccatori è un’opera di misericordia spirituale per cui a volte, con i dovuti modi, è un dovere parlare[…]
[…]Come la modestia del corpo indica la modestia dell’animo, così l’immodestia e l’intemperanza della lingua sono indice ed effetto dei vizi di immodesta e di intemperanza; la loquacità è segno di un animo vago, dissoluto, improvvido, irreligioso, chi infatti non frena la lingua, come frenerà l’ira, la curiosità, la gola, la superbia e tutti gli altri potentissimi vizi? «Colui che non trattiene la lingua
soprattutto nei momenti di collera non sarà mai vittorioso delle passioni della carne» (Hyperichius, Vit. Patr.)[…](da “Chi spesso parla spesso sbaglia! (2)” di don Giuseppe Rottoli FSSPX blog di Radio Spada)
…“Il brusio verbale” e “il brusio visivo”…
Picard dice che LA PAROLA NON SOLO E’ STATA DEGRADATA ma che oggi la società, l’uomo è DOMINATO da “UN BRUSIO VERBALE” cioè un BRUSIO DI SOTTOFONDO che PERMEA TUTTO. Non siamo in grado di RESTARE IN SILENZIO DA NESSUNA PARTE.
E questo “UN BRUSIO VERBALE” può essere (anche) “UN BRUSIO VISIVO” perchè È VERO che (magari) possiamo metterci in un luogo dove non SENTIAMO ALTRE PERSONE PARLARE(non sentiamo rumori metallici o meccanici) ma i NOSTRI OCCHI POSSONO ESSERE CONTINUAMENTE DISTRATTI DA UN “FRASTUONO VISIVO” (continuiamo per esempio a scrollare il cellulare…)
Esempio:
[su ciò Mauro Stenico porta un esempio dal suo lavoro insegnante]: VENTI ANNI FÀ si arrivava in questi gruppi di ragazzi che prima della lezione parlavano continuamente tra di loro… e alla fine della lezione parlavano ancora tra loro… e quando si faceva far loro una pagina di cinque minuti parlavano sempre tra di loro…
ADESSO (prima dell’ inizio della lezione) NON PARLA NESSUNO
Ma è un SILENZIO SANO?
NO, è UN SILENZIO MALATO.Stanno TUTTI GUARDANDO IL CELLULARE. ED E’ IL SILENZIO PIU’ DELETERIO QUESTO(anche questa è una forma di frastuono).
…Il sacramento del matrimonio…
Picard parla anche del MATRIMONIO a cui dedica anche un opera nel 1942 “il matrimonio incrollabile”.
In questo sacramento (il sacramento del matrimonio) lui vede la DISCESA dello SPIRITO(con la S maiuscola) dall’ ALTO al BASSO.
Nel MATRIMONIO (dice Picard) si MANIFESTA DIO e NOI ABBIAMO PERSO questo MOVIMENTO dall’ ALTO al BASSO e siamo preda del MOVIMENTO dal BASSO all’ ALTO(dove pensiamo di conquistare tutto noi…)
…L’istantaneismo…
L’uomo moderno è (anche) un uomo in preda dell’ ISTANTANEISMO. E’ un uomo (interiormente) DISCONTINUO. Picard (che è medico) dice che mai come oggi sono i casi di NEVROSI e SCHIZOFRENIA. Perchè è un uomo che NON HA UNA IDENTITA’. Un uomo che è interiormente INSTABILE perchè non ha più UN FONDAMENTO. VIVE all’ insegna del CARPE DIEM (tutto nell’ istante…i progetti di lunga durata non esistono più…). Pensiamo (per esempio) a quanto oggi sia decaduto l’istituto matrimoniale (la gente non si sposa più…perchè non si sà mai che un giorno…).
e se noi viviamo preda dell’istantaneismo (dell’ istante) quali sono le conseguenze culturali?
L’arte deforme, l’esistenzialismo, la scienza senza etica, la sessualizzazione della società(cosa è la sessualità senza progetto, senza benedizione… è solo l’animalesco dedicarsi all’ istante[…]
Quindi l’uomo è in Fuga, tutto è ambiguo, nulla è chiaro. Picard(che ricordiamo è morto nel 1965) dice che tutto è confuso persino il maschile e il femminile (ricorda qualcosa?). ED È IMPOSSIBILE (in una società dove tutto è ambiguo e nulla è chiaro) che l’UOMO si costituisca come UN VERO UOMO(un vero essere umano) caratterizzato da LIBERTA’.
Come facciamo ad essere liberi in un mondo dove niente e’ chiaro, dove non abbiamo nessun riferimento? Dove tutte le nostre scelte possono essere malate in partenza?
…Le possibilità di salvezza…
Picard delinea però delle possibilità di salvezza [e Mauro Stenico ne elenca alcune]:
1)l’eccezione. Anche nelle situazioni peggiori possibili c’è sempre chi resiste. Anche nel più grande degrado c’è sempre qualcuno chi si alza in piedi e dice: “no questa è una porcata, questa non possiamo farla”. C’è sempre qualcuno, l’eccezione c’è sempre…
2) la riscoperta dei fenomeni originari. Dedicando veramente tempo alle cose[…]
3)Il ritorno a Cristo. Cristo è il mediatore tra le due dimensioni più distanti in assoluto (l’alto e il basso, il finito e l’infinito). Ritornando a Cristo riscopriamo la CONTINUITA’ tra FINITO ed INFINITO[…]
4) la preghiera, la fede. Picard dà importanza alla preghiera e scrive:” nella preghiera la parola (che appartiene da sempre alla sfera del silenzio) ritorna al silenzio. Assunta da Dio, tolta all’ uomo, rapita nel silenzio, scompare in esso. La preghiera può essere ininterrotta. La parola della preghiera scompare sempre nel silenzio. La preghiera è un travaso della parola nel silenzio. Nella preghiera la parola si eleva nel silenzio come fà ogni vera parola. Ma perviene al silenzio soltanto per darsi a Dio che è voce spirante silenzio. Nella preghiera la regione del silenzio inferiore umano si ricollega con quella superiore del silenzio divino e l’uomo stà al centro di due regioni del silenzio. La parola porta il silenzio umano sino al silenzio divino”
5) l’intervento straordinario dall’alto. In cui noi tutti speriamo e confidiamo. Quando la misura è colma Dio (non sappiamo in che modo) interviene per sistemare le cose…Anche quando tutto sembra andare per il peggio ecco che Dio(chiamato da Picard “il grande inseguitore”) interviene…(da “Fuggire da Dio. Max Picard, un autore per il nostro tempo con Mauro Stenico e Antonio Bianco)<<[…]l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione non potrebbe scegliere al di fuori dell’ordine divino, quand’anche volesse opporvisi con ogni suo sforzo. "Tutto è Grazia", diceva giustamente, dal punto di vista del credente, il curato di campagna del romanzo di Georges Bernanos. Se tutto è Grazia, nulla di ciò che l’uomo può sentire o esprimere uscirà mai dall’orizzonte di essa: e la libertà umana sarà solo apparente. Il malvagio don Rodrigo potrà calpestare ogni legge umana e divina, ma – in effetti – non farà altro che ALIMENTARE IL CIRCUITO VIRTUOSO DELLA PROVVIDENZA. Dalle sue cattive azioni scaturirà (mediante, ad es., il rapimento di Lucia) un effetto positivo (come la conversione dell’Innominato). Ma, a quel punto, si potrà ancora sostenere che Don Rodrigo ha esercitato una sua libera scelta?[…](da “La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>