…SULL’ UOMO…IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE…LA DISCIPLINA QUOTIDIANA…LA PALESTRA DELL’ ANIMA…
…Ogni persona sa cosa significa percepire il richiamo di ciò che è giusto e, nello stesso tempo, avvertire la spinta verso ciò che è più facile o più immediato. Il conflitto tra questi due poli costituisce una delle dimensioni più profonde della vita morale.Non a caso i grandi maestri spirituali hanno parlato della vita cristiana come di un combattimento. Non un combattimento contro altri uomini, ma contro ciò che nell’uomo stesso lo allontana dal bene……[si potrebbe ricordare (a tal proposito) una citazione di William Golding tratta dal romanzo Il signore delle mosche “…l’uomo produce il male come l’ape il miele…”]…
…una persona che segue automaticamente ogni impulso non è veramente libera. Anzi, è piuttosto dominata da ciò che prova nel momento presente. La libertà autentica, invece, nasce dalla capacità di orientare i propri desideri e di governare le proprie azioni…La disciplina personale – nella preghiera, nelle abitudini quotidiane, nell’uso del tempo – aiuta proprio a rafforzare questa capacità. Essa educa la volontà, rendendo l’uomo progressivamente più padrone di se stesso…
…quando la volontà non viene educata, l’individuo rischia di diventare più vulnerabile alle proprie passioni e alle pressioni esterne.Un uomo che non è capace di disciplinare se stesso è infatti facilmente dominato da tutto ciò che lo circonda: le mode, le emozioni del momento, l’opinione altrui. invece di essere libero, diventa più facilmente manipolabile...
[su questo tema è (anche) giusto agganciarsi a quella che era un idea centrale di Hannah Arendt e cioè che“…i sistemi totalitari non vincono perché convincono tutti della loro ideologia. vincono perché distruggono la capacità delle persone di pensare. punto…aggiungendo (però) che l’ideologia (come un qualsiasi feticcio di turno…) aiuta (ad esempio) a risvegliare il tifo…l’istinto animale dell’ uomo…annullando magari un minimo risveglio di pensiero critico dovuto a contraddizioni incrociate nelle stesse ideologie… leva ideale per provocare l’eterno gioco del divide et impera, della polarizzazione… eccetera, eccetera…?
Detto ciò l’uomo massa può essere (parzialmente considerato) oppure (totalmente considerato) “un uomo non capace di disciplinare se stesso”?
Il potere… ha quindi (per sopravvivere) il bisogno di diffondere UNA CULTURA fatta di mode, emozioni del momento…opinione altrui…eccetera, eccetera… per distrarre l’uomo stesso(e non solo per arricchirsi economicamente…)?
Un uomo pensante liberato “…dall’istintività della reazione per produrre una risposta morale consapevole, in vista del giudizio che ne consegue e di un’azione da compiere responsabilmente” e” …che fa rientrare l’oggetto conosciuto entro una gerarchia di valori…L’oggetto può essere così un bene da perseguire, un male da evitare o un mezzo per raggiungere un altro bene…” annulla l’uomo massa, la massa e di conseguenza il potere…?]
…questo combattimento, però, non deve essere vissuto con scoraggiamento. al contrario, esso è la condizione stessa della crescita spirituale. ogni vittoria, anche piccola, rafforza la volontà e apre la strada a una libertà più profonda.
in questo senso la disciplina quotidiana – nella preghiera, nel lavoro, nella vita morale – diventa una vera e propria palestra nella quale la persona impara, in modo progressivo, a dominare se stessa…
[Oggi è di moda la palestra del corpo ma non dell’anima. Una cultura che diffonda nell’ uomo ( e quindi di conseguenza in una società, in un paese, nel mondo) il desiderio di avere un bella anima (oltre che un bel corpo) cosa produrrebbe?
E a proposito di cultura e desiderio questa citazione da “il piccolo principe” potrebbe richiamare profonde riflessioni sulla connessione tra desiderio e nostalgia:«Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente, a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato» a cui potrebbe aggiungersi quest’altra di Gustave Thibon tra desiderio, nostalgia, eternita’ e tempo(materiale)«L’eternitа non è la negazione del tempo, ne è la fidanzata» e sempre Gustave Thibon scrive:«Bisogna sostituire alle menzogne che fanno vivere, le verità che fanno morire» che “…Sembra un paradosso, in un certo senso lo è, ma è un paradosso profondamente vero…Non c’è veritа più vera (chiediamo scusa del gioco di parole) del fatto che l’uomo debba morire e che questo esito rimane lì, inesorabile, ad interpellarlo continuamente. E’ solo questa consapevolezza che rende l’uomo veramente tale. Altrimenti si entra nell’illusione idolatrica di credere che basti vivacchiare, che basti il finito e il precario per riempiere adeguatamente l’esistenza…”]
Ma “il desiderio di avere un bella anima” significa (anche) avere una diversa concezione della sofferenza? “Conoscerai un grande dolore e nel dolore sarai felice. Eccoti il mio insegnamento: nel dolore cerca la felicità.” è il testamento spirituale dello starec Zosima da “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij …]
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Stralci da:
1) “Il cristiano e il combattimento spirituale” di Giuseppe Maria Iovino blog di Radio Spada
2) “La banalizzazione degli insegnamenti divini Guerra e pace” blog Inter multiplices UNA VOX
3) “[TOMISMO] L’atto libero” blog di Radio Spada
4) “L’uomo produce il male come l’ape il miele: il vero volto de “Il Signore delle Mosche” di Luca Fumagalli blog di Radio Spada
5) “Hannah Arendt e le origini del totalitarismo” blog Chiesa e post concilio
6) “Massa: “la religione dei pigri”E’ giusto seminare, anche se non si vedrà il frutto? Di Francesco Lamendola Blog Inter multiplices UNA VOX
7) “Dobbiamo oltrepassare la desolante banalità dell'uomo-massa stupidamente compiaciuto” di Francesco Lamendola blog Arianna Editrice
8) “Narnia: un Vangelo per i piccoli (e per i grandi)” di Luca Fumagalli blog di Radio Spada
9) “Perché l’ eternità deve essere la “fidanzata” del Tempo?” Blog Il Cammino dei Tre Sentierii
10) “Dostoevskij, Solov'ëv e la Profezia dei Nostri Tempi” con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello
11)“Dostoevskij: non è il tempo delle vie di mezzo!” con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello
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[…]La Sacra Scrittura e la tradizione spirituale descrivono il cuore umano come il luogo di una tensione continua. Nell’uomo, infatti, convivono desideri elevati e inclinazioni disordinate, aspirazioni al bene e tendenze che lo allontanano da esso.
Questa è un’esperienza universale. Ogni persona sa cosa significa percepire il richiamo di ciò che è giusto e, nello stesso tempo, avvertire la spinta verso ciò che è più facile o più immediato. Il conflitto tra questi due poli costituisce una delle dimensioni più profonde della vita morale.
Non a caso i grandi maestri spirituali hanno parlato della vita cristiana come di un combattimento. NON UN COMBATTIMENTO CONTRO ALTRI UOMINI, MA CONTRO CIÒ CHE NELL’UOMO STESSO LO ALLONTANA DAL BENE.
IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE, DUNQUE, È ANZITUTTO “LOTTA INTERIORE”(da “Il cristiano e il combattimento spirituale” di Giuseppe Maria Iovino blog di Radio Spada)<<[…]Peraltro, anche nel caso dell’accostamento tra l’idea di “pace” e quella di “ordine”, ci si trova a dover convenire che pace e ordine, ancora una volta, NON COSTITUISCONO DUE CONDIZIONI SPONTANEE DELL’ESISTENZA, BENSÍ DUE CONDIZIONI DA RAGGIUNGERE attraverso l’allontanamento degli elementi conflittuali da un lato (nel caso della “pace”), o degli elementi scomposti o disordinati dall’altro (nel caso dell’ “ordine”)[…]
[…]Di tutti gli esseri viventi l’uomo è l’unico che abbia la facoltà di guardare alla propria esistenza non solo in base ai meri fattori della sopravvivenza, ma in base ad esigenze che trascendono la sua stessa vita. esigenze che, da sempre, sono conosciute come esigenze morali e spirituali[…](da “La banalizzazione degli insegnamenti divini Guerra e pace” blog Inter multiplices UNA VOX)>>
[si potrebbe ricordare (a tal proposito) una citazione di William Golding tratta dal romanzo Il signore delle mosche “…l’uomo produce il male come l’ape il miele…”]
In un’epoca che TENDE A IDENTIFICARE LA LIBERTÀ CON LA SPONTANEITÀ ASSOLUTA, parlare di DISCIPLINA potrebbe risultare ANACRONISTICO. Eppure la tradizione cristiana ha sempre insegnato che SENZA DISCIPLINA NON PUÒ ESISTERE UNA VERA LIBERTÀ
UNA PERSONA CHE SEGUE AUTOMATICAMENTE OGNI IMPULSO NON È VERAMENTE LIBERA. ANZI, È PIUTTOSTO DOMINATA DA CIÒ CHE PROVA NEL MOMENTO PRESENTE. LA LIBERTÀ AUTENTICA, INVECE, NASCE DALLA CAPACITÀ DI ORIENTARE I PROPRI DESIDERI E DI GOVERNARE LE PROPRIE AZIONI.
La disciplina personale – nella preghiera, nelle abitudini quotidiane, nell’uso del tempo – aiuta proprio a RAFFORZARE QUESTA CAPACITÀ. Essa EDUCA LA VOLONTÀ, RENDENDO L’UOMO PROGRESSIVAMENTE PIÙ PADRONE DI SE STESSO[…](da “Il cristiano e il combattimento spirituale” di Giuseppe Maria Iovino blog di Radio Spada)
<<«L’effettivo esercizio dell’atto libero è intrinsecamente legato alla forza della volontà. […] È ovvio che a questo primo livello della deliberazione possono avere un ruolo essenziale anche i diversi condizionamenti individuali e culturali, conservati nella memoria dell’uomo e dipendenti, sia dalle passate azioni dell’individuo (un individuo abituato a cedere a determinati istinti, più facilmente è portato a cedere in seguito), sia da un’eccessiva sollecitazione di determinati istinti (libido e aggressività) esercitata dall’ambiente (cf. p.es. nella nostra situazione socio-culturale l’eccessiva sollecitazione di questi istinti ad opera dei mezzi di comunicazione sociale)…Per questo, per rendere possibile un’autentica deliberazione, è fondamentale il concorso dell’operazione dell’intelletto, perché la deliberazione divenga una vera e propria “liberazione da” questi condizionamenti nella valutazione dell’oggetto e/o dell’azione da compiere rispetto a questo oggetto, affinché la scelta dell’oggetto o dell’azione da compiere rispetto a questo oggetto divenga atto davvero umano»…>>
I grandi autori della spiritualità cristiana hanno sempre insistito su questo punto. Tra essi spicca Lorenzo Scupoli, autore di una delle opere più influenti della letteratura ascetica cristiana: “Il combattimento spirituale”.
In questo testo, il quale è stato letto e meditato da generazioni di cristiani, Scupoli descrive la vita interiore come una battaglia quotidiana nella quale il credente è chiamato a vigilare su se stesso, a conoscere le proprie debolezze e a esercitare con costanza la volontà.
Non si tratta affatto di una visione pessimistica dell’uomo, ma di uno sguardo realistico sulla sua condizione. La libertà umana è grande, ma è anche fragile. Per questo deve essere custodita e rafforzata attraverso un cammino costante di esercizio e di crescita.
La cultura contemporanea sembra invece muoversi in direzione opposta. Molti modelli educativi tendono a evitare qualsiasi forma di sforzo o di rinuncia, temendo che possano limitare la spontaneità della persona.
Ma questa visione produce spesso risultati paradossali. Infatti, QUANDO LA VOLONTÀ NON VIENE EDUCATA, L’INDIVIDUO RISCHIA DI DIVENTARE PIÙ VULNERABILE ALLE PROPRIE PASSIONI E ALLE PRESSIONI ESTERNE
Un uomo che non è capace di disciplinare se stesso è infatti FACILMENTE DOMINATO DA TUTTO CIÒ CHE LO CIRCONDA: LE MODE, LE EMOZIONI DEL MOMENTO, L’OPINIONE ALTRUI. INVECE DI ESSERE LIBERO, DIVENTA PIÙ FACILMENTE MANIPOLABILE(da “Il cristiano e il combattimento spirituale” di Giuseppe Maria Iovino blog di Radio Spada)
[su questo tema è (anche) giusto agganciarsi a quella che era un idea centrale di Hannah Arendt e cioè che“…i sistemi totalitari non vincono perché convincono tutti della loro ideologia. VINCONO PERCHÉ DISTRUGGONO LA CAPACITÀ DELLE PERSONE DI PENSARE. Punto…aggiungendo (però) che l’ideologia (come un qualsiasi feticcio di turno…) aiuta (ad esempio) a risvegliare il tifo…l’istinto animale dell’ uomo…annullando magari un minimo risveglio di pensiero critico dovuto a contraddizioni incrociate nelle stesse ideologie… leva ideale per provocare l’eterno gioco del divide et impera, della polarizzazione… eccetera, eccetera…?
Detto ciò l’uomo massa può essere (parzialmente considerato) oppure (totalmente considerato) “un uomo non capace di disciplinare se stesso”?
Il potere… ha quindi (per sopravvivere) il bisogno di diffondere UNA CULTURA fatta di mode, emozioni del momento…opinione altrui…eccetera, eccetera… per distrarre l’uomo stesso(e non solo per arricchirsi economicamente…)?
Un uomo pensante liberato “…dall’istintività della reazione per produrre una risposta morale consapevole, in vista del giudizio che ne consegue e di un’azione da compiere responsabilmente” e” …che fa rientrare l’oggetto conosciuto entro una gerarchia di valori…L’oggetto può essere così un bene da perseguire, un male da evitare o un mezzo per raggiungere un altro bene…” annulla l’uomo massa, la massa e di conseguenza il potere…?]
MAI LA VITA CRISTIANA È STATA PRESENTATA COME UN CAMMINO PRIVO DI DIFFICOLTÀ. Al contrario, essa IMPLICA UN IMPEGNO PERSEVERANTE NELLA LOTTA CONTRO IL PECCATO, CONTRO L’EGOISMO E CONTRO TUTTE QUELLE INCLINAZIONI CHE ALLONTANANO L’UOMO DALLA VERITÀ.
Questo combattimento, però, NON DEVE ESSERE VISSUTO CON SCORAGGIAMENTO. Al contrario, ESSO È LA CONDIZIONE STESSA DELLA CRESCITA SPIRITUALE. OGNI VITTORIA, ANCHE PICCOLA, RAFFORZA LA VOLONTÀ E APRE LA STRADA A UNA LIBERTÀ PIÙ PROFONDA.
In questo senso LA DISCIPLINA QUOTIDIANA – NELLA PREGHIERA, NEL LAVORO, NELLA VITA MORALE – DIVENTA UNA VERA E PROPRIA PALESTRA nella quale la persona impara, in modo progressivo, a dominare se stessa[…](da “Il cristiano e il combattimento spirituale” di Giuseppe Maria Iovino blog di Radio Spada)
[Oggi è di moda la palestra del corpo ma non dell’anima. UNA CULTURA che diffonda nell’ uomo ( e quindi di conseguenza in una società, in un paese, nel mondo) IL DESIDERIO di avere un bella anima (oltre che un bel corpo) COSA PRODURREBBE?
E a proposito di CULTURA e DESIDERIO questa citazione da “il piccolo principe” potrebbe richiamare profonde riflessioni sulla connessione tra DESIDERIO e NOSTALGIA:«Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente, a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato» a cui potrebbe aggiungersi quest’altra di Gustave Thibon tra DESIDERIO, NOSTALGIA, ETERNITA’ e TEMPO(materiale)«L’eternitа non è la negazione del tempo, ne è la fidanzata» e sempre Gustave Thibon scrive:«Bisogna sostituire alle menzogne che fanno vivere, le verità che fanno morire» che “…Sembra un paradosso, in un certo senso lo è, ma è un paradosso profondamente vero…Non c’è veritа più vera (chiediamo scusa del gioco di parole) del fatto che l’uomo debba morire e che questo esito rimane lì, inesorabile, ad interpellarlo continuamente. E’ solo questa consapevolezza che rende l’uomo veramente tale. Altrimenti si entra nell’illusione idolatrica di credere che basti vivacchiare, che basti il finito e il precario per riempiere adeguatamente l’esistenza…”]
Ma “IL DESIDERIO di avere un bella anima” significa (anche) AVERE UNA DIVERSA CONCEZIONE DELLA SOFFERENZA? “Conoscerai un grande dolore e nel dolore sarai felice. Eccoti il mio insegnamento: nel dolore cerca la felicità.” è il testamento spirituale dello starec Zosima da “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij “la SOFFERENZA FINALIZZATA… la SOFFERENZA OFFERTA a DIO…la SOFFERENZA anzi, quasi,CERCATA…la SOFFERENZA VOLUTA…perchè solo nel DOLORE DIO e l’UOMO si INCONTRANO. Quindi solo la SOFFERENZA racchiude e svela il SEGRETO dell’ ESISTENZA.
Senza la SOFFERENZA la VICENDA della VITA rimane ASSURDA. E questa è la TRAGEDIA DELL’ EDONISMO CONTEMPORANEO che VOLENDO RIFIUTARE il DOLORE (cercando di togliere il DOLORE dalla VITA dell’ UOMO) priva la VITA STESSA del suo VALORE…”(da “Dostoevskij: non è il tempo delle vie di mezzo!” con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello)]