…SUL LINGUAGGIO DELLA FEDE E QUELLO DELLA MISCREDENZA…”l’opzione Benedetto” propone di «costruire un’arca in cui rifugiarsi»…la crisi di civiltà vissuta all’epoca del grande santo italiano fu molto meno grave di quella contemporanea…”l’opzione Benedetto” non può resistere a lungo senza un organizzazione politica che la favorisca e la protegga…

Stralci da:

1)
“Il linguaggio della Fede e quello della miscredenza” con Guido Vignelli Radio Buon Consiglio(video)

2) da “LO STRANO CASO DEL PROF. ROMANO AMERIO”Inter multiplices Una Vox

3) da L’“opzione Benedetto” è una valida strategia di riscossa cristiana? di Guido Vignelli blog Osservatorio Card. Van Thuân

Il linguaggio della Fede e quello della miscredenza
Anche senza ricorrere alla famosa formula paradossale di Marshall McLuhan secondo la quale IL MESSAGGIO è IL MESSAGGERO cioè quello che viene trasmesso è prima ancora che IL CONTENUTO è la FORMA, è il MODO con cui si trasmette qualcosa non c’è dubbio che il LINGUAGGIO che USIAMO è di una IMPORTANZA RADICALE.
Alcuni dicono che ESSENDO OGGI in una CIVILTA’ dell’ IMMAGINE e quindi CONTANO di più le IMMAGINI, I SEGNI, I SIMBOLI piuttosto che le PAROLE, le PROPOSIZIONI, DISCORSI ovvero LA LINGUA, però ciò è VERO fino ad un certo punto.
E’ VERO perchè (per esempio) tutto l’aspetto dei PRINCIPI, dei VALORI, e anche delle IDEOLOGIE( che stanno alla radice del nostro tempo) sono TRASMESSI (più che con IMMAGINI e SIMBOLI) con l’ORDINARIO della PAROLA (quindi del Linguaggio).
Quindi IL LINGUAGGIO NON PUO’ ESSERCI INDIFFERENTE.
Si potrebbero fare MOLTE CITAZIONI (non solo di studiosi di linguistica) ma anche di ILLUSTRI PERSONALITA’ del MONDO RELIGIOSO e CATTOLICO che hanno SOTTOLINEATO l’IMPORTANZA del LINGUAGGIO e il DOVERE di PRESERVARE la SANITA’ del LINGUAGGIO perchè c’è il PERICOLO DI UN LINGUAGGIO CORROTTO.
Oggi purtroppo abbiamo FAMILIARITA’ con quel LINGUAGGIO che si dice POLITICAMENTE CORRETTO . Ma prima del LINGUAGGIO POLITICAMENTE CORRETTO abbiamo il LINGUAGGIO CULTURALMENTE CORRETTO, dove in realtà CORRETTO stà per il suo CONTRARIO cioè SCORRETTO in cui il MESSAGGIO viene FALSIFICATO (e a sua volta il MESSAGGIO FALSIFICA LE COSE).
Non dimentichiamo che quando PARLIAMO TRASMETTIAMO QUALCHE COSA.
TRASMETTIAMO QUALCOSA NON SOLO in TERMINI di CONCETTI, GIUDIZI, RAGIONAMENTI ma TRASMETTIAMO anche il MODO di ESPRIMERE QUESTI CONCETTI, GIUDIZI, RAGIONAMENTI. E il MODO NON è MAI (del tutto) NEUTRALE, ha sempre un RUOLO, da sempre una FORMA a quello che TRASMETTIAMO(e la FORMA ha la sua IMPORTANZA).
Nel CAMPO VISIVO noi diciamo che “l’occhio vuole la sua parte”, un PIATTO, una PIETANZA può essere BUONISSIMA e SANA ma è meglio se VIENE PRESENTATA con le DOVUTE APPARENZE, con le DOVUTE FORME(per esempio se è BELLA da VEDERE, se già di per sé ATTIRA l’ATTENZIONE, suscita l’APPETITO).
E quindi c’è il PERICOLO che il MONDO DELLA COMUNICAZIONE CI PRESENTI(diciamo così) delle PIETANZE (apparentemente) BELLE che STIMOLANO l’INTERESSE ma in REALTA’ il CONTENUTO(la sostanza) NON è BUONA (addirittura è VELENOSA).
QUESTO è IL PROBLEMA delle BELLE PAROLE (ma possiamo aggiungere anche i BEI RAGIONAMENTI) che in REALTA’ VEICOLANO VELENO. Qui si POTREBBERO CITARE MOLTE FRASI della SACRA SCRITTURA che METTONO IN GUARDIA da QUESTA IMPOSTAZIONE oltre al detto che “uccide più la lingua che la spada”(che è presente anche nell’ ANTICO TESTAMENTO) ma poi ci sono delle AFFERMAZIONI di come si può DIFFONDERE l’ERRORE e il VIZIO USANDO BELLE PAROLE.
Perchè le BELLE PAROLE sono INTERESSANTI e GRADEVOLI (e bisogna usarle) però POSSONO ESSERE le PIU PERICOLOSE.
Da alcuni decenni a questa parte anche nel MONDO CATTOLICO c’è stato un TRAMONTO del LINGUAGGIO (non che si parla di meno…purtroppo si parla, si chiacchiera, si scrive di più, ma ciò non è di suo una cosa buona…siamo sempre lì: “il MEZZO NON GARANTISCE la BONTA’ del CONTENUTO”… bisogna vedere di COSA si PARLA e COME si PARLA) nel SENSO che si è DIFFUSO SEMPRE PIU’ un LINGUAGGIO che se NON E’ PROPRIAMENTE FALSO e DANNOSO è (per lo meno AMBIGUO) quindi PERICOLOSO.
INSISTO sull’ IMPORTANZA del LINGUAGGIO (continua Guido Vignelli) perchè c’è un passo della parte iniziale(la declaratoria) del Concilio ecumenico vaticano II in cui si dice con molta tranquillità e leggerezza che “d’ora in poi non si vorrà certamente cambiare la dottrina però si vuole esprimere quella dottrina con un NUOVO LINGUAGGIO”. Un LINGUAGGIO che non sia più semplice quanto più accessibile, accettabile alla popolazione all’ UMANITA’ MODERNA (e particolarmente alla CULTURA MODERNA). Non a caso il MESSAGGIO FINALE del CONCILIO ha proprio questa IMPOSTAZIONE.
Fare il discorso tipo “finora si è usato un certo LINGUAGGIO nel TRASMETTERE le VERITA’ di FEDE e di MORALE e adesso ne USIAMO UN ALTRO”( perchè tanto il Linguaggio è un INVOLUCRO uno STRUMENTO che possiamo CAMBIARE come ci pare in BASE alle ESIGENZE del TEMPO) è un DISCORSO MOLTO PERICOLOSO che infatti ha PRODOTTO MOLTI EQUIVOCI (prima) e SVARIONI (poi) per non dire MOLTI DANNI perchè CAMBIARE LINGUAGGIO NON è una cosa ne SEMPLICE e FACILE.
In REALTA’ la CHIESA ha sempre MUTATO LINGUAGGIO nella STORIA…Il LINGUAGGIO USATO dagli APOSTOLI NON ERA ESATTAMENTE lo stesso LINGUAGGIO USATO dai PADRI della CHIESA.
Il LINGUAGGIO USATO DAI PADRI DELLA CHIESA non era lo stesso LINGUAGGIO USATO dai GRANDI AUTORI RELIGIOSI della SCOLASTICA TARDO MEDIOEVALE. E anche QUESTO LINGUAGGIO NON ERA lo stesso di quello USATO DURANTE la CONTRORIFORMA(o successivamente). Però era SOSTANZIALMENTE LO STESSO LINGUAGGIO ( si usavano prosegue Guido Vignelli) non direi le STESSE PAROLE ma le STESSE CATEGORIE LINGUISTICHE e si USAVANO le STESSE IMPOSTAZIONI del LINGUAGGIO quindi della COMUNICAZIONE.
E DOVEVA ESSERE UNA COMUNICAZIONE (necessariamente) CHIARA, NON SEMPRE POTEVA ESSERE SEMPLICE, però DOVEVA ESSERE NETTA, PRECISA, ASSERTIVA(cioè AFFERMAVA QUALCOSA di PRECISO e di CERTO perchè è RAPPRESENTATO come VERITA’(VERITA’ di FEDE, VERITA’ di MORALE, VERITA’ di carattere SPIRITUALE e talvolta VERITA’ STORICHE)

Ciò che è successo negli ULTIMI cinquanta sessanta anni è che il LINGUAGGIO nella CHIESA è CAMBIATO PROFONDAMENTE e per certi aspetti SOSTANZIALMENTE perchè CAMBIARE LINGUAGGIO NON E’ COME CAMBIARE ABITO. Casomai si POTREBBE dire che CAMBIARE LINGUAGGIO è un pò COME CAMBIARE PELLE( e noi sappiamo che nel corpo umano, ce lo dice la biologia, la pelle non è l’abito. Se noi cambiamo di abito siamo ugualmente riconoscibili). Ed in più c’è un altro problema, LA PELLE non è solamente un INVOLUCRO del CORPO UMANO è ANCHE UN FATTORE PROTETTIVO perchè PROTEGGE gli ORGANISMI INTERNI DEL CORPO UMANO(anche le cartilagini, i muscoli eccetera) dall’ INFLUENZA NEGATIVA di AGENTI ESTERNI PATOGENI (addirittura CORROMPERE il CORPO UMANO).
Quindi se paradossalmente si PRODUCE un CORPO UMANO con una PELLE NUOVA, la PELLE DEVE ESSERE ADEGUATA a quel CORPO e DEVE PRESERVARLO.
Invece QUELLO che è SUCCESSO nel MONDO ECCLESIASTICO è il CONTRARIO.
Si è PRETESO di TOGLIERE la PELLE (diciamo così) al MESSAGGIO CRISTIANO(e non solo a quello) METTENDONE UNA ARTIFICIALE perchè MODERNA. In realtà era ALLA MODA , quindi si diceva “va bene per TANTI CORPI DI CARATTERE SECOLARE o LAICO nella CULTURA del NOSTRO TEMPO, DEVE ANDAR BENE ANCHE per il CORPO ECCLESIASTICO”.
Quindi si è TOLTO al CORPO ECCLESIASTICO(chiamiamolo così, il CORPO della DOTTRINA e del MESSAGGIO ECCLESIASTICO) la PELLE ABITUALE, TRADIZIONALE (certo dice Guido Vignelli era un po invecchiata, screpolata, però bastava ringiovanirla usando creme e unguenti…) e se ne è MESSA UNA NUOVA ARTIFICIALE (che è poi DI MODA).
Il RISULTATO è STATO (LENTAMENTE ma INESORABILMENTE) DRAMMATICO[…] con una MUTAZIONE del CORPO (cioè del complesso MORALE, DOTTRINALE che si VOLEVA continuare a TRASMETTERE senza ROVINARLO)
[…] il NUOVO LINGUAGGIO ha CORROTTO il VECCHIO CORPO DOTTRINALE e MORALE della CHIESA[…]
[…] Se si leggono alcuni TESTI del Concilio vaticano II(o immediatamente successivi) si può scorgere anche OTTIMISMO (tendente anche all’ ENTUSIASMO) “finalmente abbiamo un Otre nuovo per vini vecchi” (interpretazione molto malintesa e tradita di un passaggio evangelico perchè anche nel campo dell’ agricoltura se tu metti il vino vecchio in Otri che non gli sono adatti và a Male)

Esempi di CAMBIAMENTO di LINGUAGGIO nella COMUNICAZIONE ECCLESIALE:

La parola REDENZIONE è stata SOSTITUITA (prima) da SALVEZZA(che non è la stessa cosa) e poi da LIBERAZIONE.
Quindi l’UOMO NON DEVE ESSERE REDENTO(redimersi) ma DEVE ESSERE LIBERATO (non è la stessa cosa, la parola suggerisce un concetto diverso).

[…]Non si parla più di PROSELITISMO ma di TESTIMONIANZA (concetto molto meno preciso e meno netto).
Non si parla più di CRISTIANITA’ ma di SOCIETA’ CRISTIANAMENTE ISPIRATA.
Non si parla più di ANIMA (la parola ANIMA è stata quasi totalmente cancellata anche dalla Liturgia)ma di VITA (ma non è esattamente la stessa cosa. Anzi suggerisce qualcosa di MOLTO DIVERSO)

La parola CARITA’ è stata sostituita da SOLIDARIETA’

La parola INSEGNAMENTO è stata sostituita da ASCOLTO (che è quasi il CONTRARIO)

La parola GUIDA (per esempio il ruolo GUIDA della GERARCHIA) è stata sostituita da ACCOMPAGNAMENTO

La parola OBBEDIENZA (una delle VIRTU’ PIU’ IMPORTANTI )è stata sostituita da DISPONIBILITA’(concetto molto più debole che suggerisce altro)

La parola GIUDIZIO è stata sostituita da DISCERNIMENTO(prima di fare un GIUDIZIO ci vuole il DISCERNIMENTO ma dopo il DISCERNIMENTO deve PRODURRE il GIUDIZIO ma non deve NON SOSTITUIRLO, altrimenti il DISCERNIMENTO è una PAROLA VUOTA)

La parola ERESIA è stata sostituita da ERRORE(al massimo)

La parola ERETICO è stata sostituita da FRATELLO SEPARATO(al massimo…per cui qualcuno ha fatto la facile IRONIA “Sì come il DEMONIO è un ANGELO SEPARATO”). Voi capite bene(continua Guido Vignelli) che così non cambia solo la PAROLA e il TONO ma anche il GIUDIZIO…

La parola CORREZIONE(o repressione di un ERRORE, di una DISOBBEDIENZA, di un VIZIO) è stata sostituita da REGOLAMENTAZIONE(ma non tutto può essere REGOLAMENTATO, non TUTTI i MALI, e men che meno TUTTI GLI ERRORI)

La parola COLPA è stata sostituita da FRAGILITA’.Ma la FRAGILITA’ è la CONSEGUENZA della COLPA. Ma perchè c’è la FRAGILITA’? Perchè c’è stata una COLPA

La parola VIZIO è stata sostituita da IMPERFEZIONE (se COLPA viene sostituita da FRAGILITA’ il VIZIO non è più VIZIO ma solo una IMPERFEZIONE)

La parola PECCATO MORTALE non si usa più (al massimo) si usa PECCATO GRAVE (ma non indica la stessa cosa)

La parola CONVERSIONE (parliamo della CONVERSIONE SPIRITUALE) è stata sostituita da PRESA DI COSCIENZA( che i più anziani sanno che viene dal LINGUAGGIO RIVOLUZIONARIO SESSANTOTTINO)

La parola PENTIMENTO è stata sostituita da RICONCILIAZIONE (che non è la stessa cosa).PENTIMENTO suppone SOTTOMETTERSI al TRIBUNALE DIVINO come PENITENTE. La RICONCILIAZIONE è la PACIFICAZIONE TRA DUE PARTI(più o meno) UGUALI

La parola PENITENZA è stata sostituita da SOBRIETA’

La parola CASTITA’ non se ne parla più ma si parla di AUTOCONTROLLO
Se poi si scende ancor più nel concreto vediamo che MATRIMONIO oramai è stato (se non sostituito) per lo meno messo sullo STESSO PIANO ed equiparato a CONVIVENZA(quindi il MATRIMONIO è una FORMA più RIGOROSA di CONVIVENZA)

La parola FAMIGLIA, oggi si parla di COMUNITA’ PARENTALE(non FAMIGLIA che rievoca VECCHI PRINCIPI e VALORI)

La parola CONCUBINATO, non se ne parla più dall’ inizio degli anni sessanta ed è stata sostituita da COPPIA di FATTO

La parola SESSO è stata sostituita da GENDER (perchè ci sarebbero tantissime forme di SESSUALITA e non le due classiche MASCHIO FEMMINA…)

La MORTE ANTICIPATA (l’assassinio del morente) è stata sostituita con DOLCE MORTE (che significa EUTANASIA)

ABORTO è stata sostituita con IVG(INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA)

A questo punto Guido Vignelli chiede una pausa per RIFLETTERE su QUESTI CAMBIAMENTI e RENDERSI CONTO che NON SONO SOLO CAMBIAMENTI di PAROLA, sono anche CAMBIAMENTI di CONCETTO e anche (implicitamente) CAMBIAMENTI di GIUDIZIO

Abbiamo visto una serie di esempi di parole(e ce ne sarebbero altri continua Guido Vignelli…) che voi trovate continuamente nel LINGUAGGIO ECCLESIALE ma che si trovano anche nel LINGUAGGIO (estraneo) a quello RELIGIOSO (per esempio il LINGUAGGIO POLITICO di OGGI) come la parola
INCLUSIVITA’. Oggi BISOGNA ESSERE INCLUSIVI. BISOGNA INCLUDERE TUTTO (perchè l’INCLUSIONE è RITENUTO IL VALORE CHIAVE, FONDANTE, che RISOLVE TANTI PROBLEMI)-
E non si tratta solamente del problema che riguarda l’IMMIGRAZIONE(oggi viene usato soprattutto in questo senso). Si parla di INCLUDERE l’ALTRO(poi questo ALTRO non si capisce cosa sia…Un CONCETTO VUOTO, VAGO, che può ESSERE RIEMPITO di QUALUNQUE CONTENUTO…).

INCLUSIONE dell’ ALTRO VUOL DIRE (per esempio in CAMPO MORALE) NON SOLO IL PECCATORE ma ANCHE IL PECCATO COMMESSO DAL PECCATORE.
VUOL DIRE (non solo) ACCETTARE l’ERRANTE ma ANCHE ACCETTARE L’ERRORE PROFESSATO dall’ ERRANTE perchè se l’ERRANTE si IDENTIFICA con il PROPRIO ERRORE (dice “non voglio rinunciarci”).
Se il PECCATORE si IDENTIFICA con il PROPRIO PECCATO(dice “non voglio CONVERTIRMI, NON VOGLIO MIGLIORARE”) le DUE COSE si REALIZZANO PERFETTAMENTE.


RADICI e ulteriori RIFLESSIONI su QUESTO PROBLEMA

Si è partiti con il “BISOGNA AGGIORNARE il LINGUAGGIO” poi si è passati anche ad “AGGIORNARE LA DOTTRINA” ma si è cominciati dicendo: “Si tratta di ADEGUARE il LINGUAGGIO ECCLESIALE alle ESIGENZE dell’ UOMO di OGGI

Ma l’UOMO di OGGI è un UOMO SECOLARIZZATO. Anche il generico CREDENTE, ma anche il generico CRISTIANO in REALTA’ VIVE adesso in maniera SECOLARIZZATA.
PENSA in maniera SECOLARIZZATA, e a volte PARLA anche in maniera SECOLARIZZATA

E’ per questo che parecchi anni fa due intellettuali MOLTO SECOLARIZZATI proposero in due famosi convegni (ai vescovi con cui dialogavano) di “la chiesa deve aggiornare il LINGUAGGIO alla CULTURA SECOLARIZZATA”. Quindi RINUNCIARE alle PROPRIE CARATTERISTICHE SACRALI e DOGMATICHE.

All’ INTERNO della CHIESA si usa OGGI quella che Orwell avrebbe CHIAMATO NEOLINGUA(una LINGUA ADEGUATA alle ESIGENZE della CULTURA al POTERE ma anche della POLITICA al POTERE).
E più che NEOLINGUA potremmo chiamarla ANTILINGUA(perchè è un ANTILINGUAGGIO).
E’ un LINGUAGGIO che invece di ESPRIMERE, MANIFESTARE, NASCONDE (nasconde un qualcosa di implicito che non si vuol rivelare perchè NON è ACCETTABILE).

E’ un LINGUAGGIO che invece di GUIDARE VERSO LA VERITA’, facilitare l’ACCESSO alla VERITA’, in realtà TRAVIA (allontana, devia il PENSIERO verso FORME o AMBIGUE o direttamente ERRONEE).

E’ una specie di SPECCHIO DEFORMANTE che STRAVOLGE quella VERITA’ che dovrebbe RIFLETTERE e TRASMETTERE al DESTINATARIO.
Quindi il CATTOLICO di OGGI quando per esempio legge un giornale (sedicente) Cattolico si trova di fronte ad uno SPECCHIO DEFORMANTE che invece di far vedere la REALTA’ fa vedere un qualcosa di DEFORMATO e il cattolico stesso guardando questo vetro(se si specchia) vede anche se stesso in maniera deformata.
(Continua e fa notare ancora Guido Vignelli)che il LINGUAGGIO ATTUALE (ritenuto valido perchè COMPRENSIBILE)in realtà non è poi tanto così COMPRENSIBILE. Noi vediamo che la CHIESA UFFICIALE nei DOCUMENTI( ma anche una certa PREDICAZIONE) ha LASCIATO PERDERE IL LATINO(tranne che in certi DOCUMENTI UFFICIALI) però USA CONTINUAMENTE delle PAROLE GRECHE (oltre a quelle ALLA MODA) che sono MENO COMPRENSIBILI (in realtà) del LATINO (al comune Fedele).Se invece di CONVERSIONE dico METANOIA, uno deve andare a prendere il dizionario Greco per capire che METANOIA significa CONVERSIONE(e questo è solo un esempio, ce ne sarebbero tanti dice Guido Vignelli).
Quindi in realtà il NUOVO LINGUAGGIO non è che sia così SEMPLICE e COMPRENSIBILE. È un LINGUAGGIO ARTIFICIOSO proprio perchè deve TRASMETTERE una REALTA’ ARTIFICIATA (DEFORMATA in base a PRINCIPI e VALORI FASULLI).

Non solo il LINGUAGGIO di OGGI è apparentemente FACILONE(nel senso di OTTIMISTICO).
Il LINGUAGGIO di OGGI(anche quello ECCLESIALE) preferisce TESI, GIUDIZI e SCELTE “POSITIVE”(come si dice oggi)ossia PROPONENTI, ESORTANTI EVITANDO TESI, GIUDIZI, SCELTE. Ma anche PAROLE “NEGATIVE”
Quali sarebbero le PAROLE “NEGATIVE” RIFIUTATE dal LINGUAGGIO ECCLESIALE?
Sarebbero quelle che OBBLIGANO, RIMPROVERANO, CONDANNANO (questo dal punto di vista del GIUDIZIO MORALE), ma anche prescindendo da questo le PAROLE “NEGATIVE” che ha voluto ELIMINARE l’ ECCLESIALMENTE CORRETTO sono ANCHE quelle che hanno AFFERMAZIONI ASSOLUTE, SENTENZE INAPPELLABILI, PRESE DI POSIZIONE CONCRETE.

Quindi l’attuale LINGUAGGIO “PASTORALE” in realtà USA ABITUALMENTE PAROLE VAGHE, GRADEVOLI, IMPRECISE, a volte INCERTE e anche AMBIGUE, CONCILIANTI, e sono PAROLE che suggeriscono che il GIUDIZIO(di elogio, di condanna di verità, di errore, di bene e di male) sia sempre RIVEDIBILE e sia anche ROVESCIABILE nel suo CONTRARIO. In questo il LINGUAGGIO ATTUALE fa quello che ha osato dire solo il Nostro Redentore, Nostro Signore Gesù Cristo “Vi è stato detto fino a ieri…ma io d’ora in poi vi dico”[…]
Tramite un LINGUAGGIO adeguatamente PASTORALE si può dire di TUTTO, il DIVERSO da TUTTO e il CONTRARIO di TUTTO.
Questo spiega l’incredibile VARIETA’ e CONTRASTO tra quello che si DICE in una DIOCESI ed in un ALTRA, ma anche in una PARROCCHIA ed in un ALTRA. A volte nello stesso DOCUMENTO, nello STESSO ARTICOLO di GIORNALE, nella STESSA PREDICA della stessa persona[…]

[…] A questo punto MAGISTERO ECCLESIASTICO, PREDICAZIONE, INSEGNAMENTO DOGMATICO non sono più CERTI ma OPINABILI. Non sono più OBBLIGANTI ma FACOLTATIVI(perchè lo suggerisce il linguaggio stesso con cui vengono trasmessi.)
CRISTO STESSO non è più IL MAESTRO e non è UN MAESTRO ma è un CONSIGLIERE DELL’ UOMO.
Oggi anche gli OBBLIGHI MORALI MOLTO CONCRETI (tipo quello di NON DIVORZIARE, NON ABORTIRE, NON COMMETTERE PECCATI CONTRO NATURA eccetera…) sono solo dei CONSIGLI dati agli UOMINI che poi devono essere DECLINATI, ADATTATI secondo le VARIE PERSONE e le varie SITUAZIONI delle PERSONE o delle COMUNITA’.[…]

Questo QUADRO DELINEATO(conclude Guido Vignelli) lo potete VERIFICARE personalmente , in casa, leggendo articoli sui giornali, guardando trasmissioni televisive, sentendo la radio, parlando con gli amici, ascoltando quello che si dice in parrocchia, guardando quello che dicono i Documenti Ecclesiali eccetera eccetera…<<[…]Potremmo subito dire che per noi semplici fedeli, che non siamo ferrati in profonde disquisizioni teologiche, “il declassamento della Verità al secondo posto dopo l’amore” non può essere considerato come un “aspetto” della realtà, ci sembra piuttosto che si tratti dell’elemento centrale e fondativo, non di questa o di quella questione, ma della stessa religione.
Declassare la Verità, sia pure a favore dell’amore, è di per sé una relativizzazione di Dio, impossibile da giustificare o anche solo da prendere in considerazione come pura ipotesi di lavoro.
Relativizzato Dio, si è distrutta la religione.
Se dovessimo leggere Iota unum inforcando queste lenti deformanti, ne verrebbe fuori un ulteriore pasticcio dottrinale.

Leggiamo allora cosa scrive propriamente Romano Amerio.


A proposito del Concilio.
«L’inclinazione del Vaticano II a sciogliersi dalla stretta continuità colla tradizione e a crearsi forme, modalità e procedure atipiche, non si sa se sia da attribuire allo spirito ammodernante che lo investì e diresse, oppure alla mente e all’indole di Paolo VI. Probabilmente l’inclinazione è da rifondere pro rata tanto al Concilio quanto al Pontefice. Il risultato fu un rinnovamento o meglio una novazione dell’essere della Chiesa che toccò strutture, riti, linguaggio, disciplina, atteggiamenti, aspirazioni, la faccia insomma della Chiesa destinata a presentarsi al mondo nuova.» (Cap.IV, 44).

A proposito del declassamento della Verità.
«La crisi della Chiesa, come si confessa e come abbiamo indicato nei paragrafi iniziali di questo libro, è crisi di fede, … Alla base del presente smarrimento vi è un attacco alla potenza conoscitiva dell’uomo … e non investe questa o quella certezza di ragione o di fede, bensì il principio medesimo di ogni certezza, cioè la capacità conoscitiva dell’uomo. … il fenomeno attinge una profondità teologica oltre che metafisica, perché attinge la costituzione dell’ente creato e quindi anche quella dell’ente increato del quale il primo è una imitazione analogica. Come nella divina Monotriade l’amore procede dal Verbo, così nell’anima umana il vissuto dal pensato. Se si nega la precessione del pensato al vissuto, della verità alla volontà, si tenta una dislocazione della Monotriade. Se infatti si nega la capacità di cogliere l’essere, l’espansione dello spirito nella primalità dell’amore rimane sconnessa dalla verità, perdendo ogni norma e degradando a pura esistenza.» (cap. XV, 147).
«Il fondo dell’attuale smarrimento, mondiale ed ecclesiale, è il pirronismo, cioè la negazione della ragione. Superficiale è la taccia data comunemente alla civiltà moderna di sovraestimare la ragione. Se per ragione si intende la facoltà calcolatrice e costruttiva del pensiero, a cui dobbiamo la tecnica e il dominio delle cose, la qualificazione può correre. Ma tale facoltà è un grado inferiore, e si trova, dicono, nei ragni e nelle api. Ma se per ragione si prende, quale è, la facoltà di cogliere l’essere delle cose e il loro senso, e di aderirvi col volere, allora l’età contemporanea è molto più debitrice all’alogismo [mancanza di logica] che al razionalismo.» (cap. XV, 148).[…]
( da “LO STRANO CASO DEL PROF. ROMANO AMERIO”Inter multiplices Una Vox)>>


[…]l’attuale crisi di civiltà è causata da fattori non tanto esterni quanto interni, perché i nuovi barbari distruttori sono sorti dal declino spirituale e culturale della Cristianità. Inoltre, ormai la dirigenza della Chiesa Cattolica è in piena crisi d’identità e mette in discussione la propria credibilità, ad esempio pretendendo non di convertire i nuovi barbari ma di convertirsi a loro. Pertanto, oggi bisogna non tanto restaurare un edificio danneggiato quanto ricostruirlo dalle fondamenta sia naturali che soprannaturali, sia politiche che religiose.

È sufficiente isolarsi dal mondo per arginare la crisi?

Questo fraintendimento dell’attuale grave situazione della civiltà cristiana suscita un secondo dubbio sulla validità della opzione neo-benedettina.

Infatti, secondo Dreher, l’attuale processo di secolarizzazione è ormai inarrestabile; pertanto, i fedeli sono destinati a ridursi a una minoranza marginale e ininfluente, incapace di convertire il mondo d’oggi e di costruire una civiltà cristiana integrale come quella dei loro antenati (p. 323).

Di conseguenza, l’opzione Benedetto propone di «costruire un’arca in cui rifugiarsi» per sopravvivere al nuovo diluvio (p. 29), ossia tessere una rete di comunità che permetta ai pochi fedeli rimasti di preservare verità e virtù dalla corruzione dominante, restando immuni dalle seduzioni del secolo. Questa opzione di mera resistenza passiva costituisce una “ritirata strategica” che si limita a ridurre i danni e rallentare il declino della civiltà, salvando ciò che resta e rinunciando a riconquistare ciò ch’è stato perduto.

Tuttavia, bisogna obiettare che l’attuale sistema di potere si sta organizzando in modo CAPILLARE per impedire ogni tipo di efficace resistenza passiva. Pertanto, la strategia neo-benedettina può funzionare solo se rimane locale e momentanea, ma fallirebbe se diventasse globale e definitiva impedendo di passare dalla resistenza alla riscossa mirante a vincere il nemico.

Ormai, il finale scontro globale tra Chiesa e anti-Chiesa è inevitabile; ai cristiani rimane solo la drammatica alternativa tra una resa incondizionata che conduca alla loro scomparsa lenta e indolore e una riscossa efficace che prepari la loro vittoria sul nemico
.[…]

[...]Infatti, Dreher è convinto che ormai sia inutile impegnarsi nella vita pubblica tentando di preservare quel poco di sano che resta nelle istituzioni politiche (p. 29); pertanto, l’opzione Benedetto propone come soluzione quella di “ritirarsi nel privato”. Si tratta di costituire “ISOLE DI SANTITA” (p. 85), un arcipelago di piccole COMUNITA LIBERE E AUTONOME CHE RACCOLGANO FAMIGLIE , GRUPPI E ASSOCIAZIONI CAPACI DI EDUCARE NUOVE GENERAZIONI DI CRISTIANI, AD ESEMPIO COSTITUENDO“SCUOLE PARENTALI” E IMPRESE DI SOPRAVVIVENZA ECONOMICA E DI ASSISTENZA SOCIALE.[...]

[...]Tuttavia, la storia dimostra che le comunità dissidenti NON POSSONO RESISTERE A LUNGO, SE VENGONO ATTACCATE DA POTERI POLITICI CAPACI DI FARE “TERRA BRUCIATA” ATTORNO AD ESSE. A maggior ragione, le comunità cristiane non possono restare a lungo fedeli al Vangelo, SENZA UNA ORGANIZZAZIONE POLITICA CHE LE FAVORISCA E LE PROTEGGA; interventi soprannaturali in loro difesa sono certamente possibili ma non programmabili.[…]

[…]Oggi l’offensiva laicista è talmente radicale e globale da poter REPRIMERE “isole benedettine” di resistenza passiva; oggi essa lo fa PONENDO OSTACOLI LEGALI, BUROCRATICI, ECONOMICI E FISCALI, DOMANI LO FARA’ SUSCITANDO PERSECUZIONI MASS-MEDIATICHE, GIUDIZIARIE E MALAVITOSE. Quelle isole finiranno sommerse dal maremoto sollevato dalla imposizione dei “nuovi diritti civili” e dalla esecuzione di “transizioni globali” occasionate da (vere o presunte) emergenze economiche o ecologiche o sanitarie.

Per la verità, lo stesso Dreher ipotizza “un nuovo genere di politica cristiana” (cap. IV) e ammette la necessità d’instaurare un “ordine educativo” che sia sicuro, stabile e duraturo (p. 85). Ma ciò presuppone ch’esso sia FAVORITO E PROTETTO DA LEGAMI, POTERI E ISTITUZIONI POLITICI; pertanto, eludere l’esigenza della battaglia pubblica al fine di “ritirarsi nel privato” costituisce un tentativo di suicidio non giustificabile da motivazioni soprannaturali. Sebbene oggi la battaglia sia soprattutto spirituale e culturale, non è realistico escludere quella politica e giuridica permettendo che il nemico diventi padrone assoluto della vita pubblica per mobilitarla contro la Chiesa.

[…]In conclusione, ci sembra che la soluzione minimalista della crisi proposta dalla opzione Benedetto sia perlomeno PARZIALE e MOMENTANEA, quindi del tutto inadeguata alla gravità e alla vastità dell’attuale pericolo; pertanto, essa non può costituire una realistica ed efficace strategia per una riscossa cristiana capace di vincere il nemico.

I fedeli rimasti devono impegnarsi affinché l’autorità religiosa e quella politica facciano valere i diritti di Cristo Re sulla intera vita civile; essi devono unirsi e organizzarsi per agire sia alla base che al vertice della società; devono affrontare il nemico tentando di colpirlo al cuore, anche se ciò costituisca un rischio per la misera ed effimera sopravvivenza d’ipotetiche isole rimaste fedeli. Lo stesso Dreher ammette che «ci si difende attaccando, espandendo il Regno di Dio» (p. 111).

Insomma, se oggi ritornasse tra noi, san Benedetto elaborerebbe e avvierebbe una strategia che non si limiti a una resistenza capace di rallentare e ridurre l’offensiva rivoluzionaria, ma che osi organizzare un’audace riscossa capace di colpire e vincere quella offensiva, al fine di restaurare la civiltà cristiana nelle sue fondamenta non solo religiose e culturali ma anche morali e politiche.

Ovviamente, non si potrà ottenere tutto e subito…


[…]in una prima fase, bisognerà accontentarsi di arginare il male frenandone l’avanzata e riducendone i danni. Ma potremo ottenere questo primo risultato solo contrastando il male alla radice e rovesciandolo dalle fondamenta, sia ideologiche che pratiche.

Questo risultato può sembrare impossibile, ma la speranza cristiana c’insegna che Dio è onnipotente e la Chiesa è invincibile
[…] (da L’“opzione Benedetto” è una valida strategia di riscossa cristiana? di Guido Vignelli blog Osservatorio Card. Van Thuân)
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Blà , blà ,blà...... si trova gente ancora disposta ad ascoltare queste pizze condite ? Putin , un un paio di missili potenti, mi raccomando

silvioabcd condivide questo
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Diodoro

Il grande -a mio giudizio- trentenne italoamericano Andrew Torba, fondatore e gestore di gab.com, parla da alcuni anni di "Società Parallela".
Il concetto è: "E' impossibile vivere CON questa gente". Perciò è indispensabile vivere SENZA di loro, in ogni ambito

silvioabcd

L'opzione Benedetto è un ottimo spunto per una disanima appassionata e indicativa di possibili e sapienti proposte che rendano fattibile l'opzione. A mio modesto parere l'elemento che renderebbe possibile l'opzione è indicata da Gesù stesso: "...siete nel mondo, ma non siete del mondo..." e Benedetto ha messo in pratica la verità di Gesù in quel preciso momento storico. Oggi il contesto storico è diverso da quello romano e quello Benedettino, e seguenti, ma tutti accomunati dal "martirio", sono stati i martiri che hanno versato il loro sangue e suscitato conversioni (come ha benintuito San Giovanni Paolo II: "Il sangue dei martiri, diceva Tertulliano, è seme di nuovi cristiani. Esso è anche linfa di unità per la Chiesa, mistico corpo del Cristo. ... al termine del secondo millennio, essa "è diventata nuovamente Chiesa di Martiri") Il martirio ben inteso non è solo versare sangue dalle vene, ma emorragie interne, stimmate nascoste, sofferenza silenziosa che si vive quando si viene derisi, scartati, offesi, messi alla gogna... a causa del nostra fermezza nella verità. Possibile soluzione? Forse fare quadrato attorno agli eroi della fede adamantina: ascoltarli, seguirli, difenderli... usando tutti i mezzi possibili. Mentre i persecutori, i nemici di Cristo (anche interni alla chiesa) hanno minato il cristianesimo aprendo un buco nella diga della fede facendola crollare e infangando tutto, la stessa strategia devono usarla gli aderenti all'opzione Benedetto: costruire una nuova diga da dove far sgorgare l'acqua limpida della fede incrollabile alla quale attingeranno i veri credenti che Dio susciterà grazie alle poche "anime vittime" e ordini religiosi claustrali con le loro preghiere. Per chi sa leggere la storia odierna questo sta già avvenendo, ma se non usciamo dal fango della diga crollata, se non ci scrolliamo di dosso la superbia, se continuiamo a versare lacrime inutili sul latte versato saremo ebeti di fronte alla Verità che avanza come il granello di senape. San Pio X ci ha dato le armi, ma li abbiamo riposte nella bara dell'edonismo, materialismo, modernismo... Non posso essere esaustivo ora, ma in seguito studierò modalità di attuazione dell'opposizione all'apostasia generale. (Sperando che qualcuno mi legga e possa intervenire).