…SU MASSONERIA…RISORGIMENTO e UNITA’ D’ITALIA…RIVOLUZIONE…GOVERNO UNICO MONDIALE E RELIGIONE …
…l’unità d’Italia…carboneria, massoneria, risorgimento…le basi per il governo universale con religione universale…che l’unità d’Italia fosse una scusa… ci si può arrivare (anche) con la logica. Ad un certo punto padre Raffaele Ballerini…scrive: “ma come!!! In Italia dove c’era un paese diviso in tanti stati (da secoli) si vuole unificare. In Spagna (che era un regno unito) la rivoluzione vuole dividere”…Allora lui dice: “Come!!!”, la rivoluzione vuole unire, e dall’ altra vuole dividere?”. Semplicemente vuole rovesciare quello che c’è, vuole creare disordine per distruggere la società cristiana…Dopo la presa di Roma il GOI (grande oriente d’Italia) ha un potere straordinario…
…La massoneria non si propone mai come forza politica… influenza la politica ma non è soggetta(appunto) ai movimenti della politica. Sostanzialmente un movimento di pressione culturale…il metodo dell’ Alta vendita, anche della Fabian Society è “non avere fretta” ma infiltrarsi pian piano fino ad …Altro
"... a seguito degli eventi verificatisi tra il 1859 ed il 1860, e in particolare a causa dell'opposizione dello stesso Caccia Dominioni" (Arcivescovo de facto di Milano, in seguito all'ostracismo dei Piemontesi, che avevano occupato la città all'eletto dal Papa mons. Ballerini) "a celebrare un Te Deum in onore della nascita del nuovo stato italiano, gran parte del clero milanese e il popolo cacciarono il vescovo da Milano e lo costrinsero a ritirarsi nella villa di famiglia a Cornate d'Adda e successivamente a Monza.
Accusato di tradimento e sovversione, venne arrestato quindi dalle forze piemontesi e portato di forza a Torino per comparire di fronte al tribunale, occasione nella quale egli ad ogni modo ribadì che avrebbe preferito trascorrere la sua vita in una cella piuttosto che servire le nuove autorità italiane.
I piemontesi, che comunque non potevano creare fratture fin dall'inizio col clero milanese da poco conquistato e che nel contempo non potevano permettere al Caccia Dominioni di fare ritorno a Milano, lo rimandarono in una sorta di esilio forzato nella sua villa di Cornate d'Adda dove morì nel 1866". (da Wikipedia, Carlo Caccia Dominioni)
..... Vescovo al confino, fino alla morte