Anathema sit Bergoglio - Capitolo 2: Il laicismo va nel senso della «Storia»
Il 27 luglio 2013, in un discorso rivolto alla classe dirigente del Brasile, Francesco fece l’elogio della laicità dello Stato e del pluralismo religioso e si espresse in questi termini:
«Considero anche fondamentale in questo dialogo il contributo delle grandi tradizioni religiose, che svolgono un fecondo ruolo di lievito della vita sociale e di animazione della democrazia. Favorevole alla pacifica convivenza tra religioni diverse è la laicità dello Stato, che, senza assumere come propria nessuna posizione confessionale, rispetta e valorizza la presenza della dimensione religiosa nella società, favorendone le sue espressioni più concrete.»[1]
Qui si tratta di indifferentismo religioso allo stato puro. Francesco valorizza il preteso apporto sociale di tutte le «grandi tradizioni religiose» ed anche la fallace «neutralità» dello Stato nei confronti della rivelazione divina e dell’insegnamento della Chiesa. Per confutare simili empietà basta leggere appena un po’ un qualsiasi documento …Altro
Per maggiori informazioni sulle innumerevoli eresie e blasfemie di Francesco, si può consultare i libri: L’impostura bergogliana: I. Cronache di un empio e L’impostura bergogliana: II. La misura è colma!, pubblicati dalle Éditions Saint-Remi in quattro lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo):
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